NaturaSì ed INTERNOS24: la coalizione in soccorso di donne fragili

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Progetto solidale

La vulnerabilità data da una vita di abusi e violenze, ma oltre l’orizzonte della paura, incombe prepotente un segno di speranza. Questa si chiama NaturaSì che, assieme ad INTERNOS24 offre un progetto solidale per tutte quelle donne che stanno combattendo silenziosamente la propria battaglia, vincolate dalla paura, ma stimolate dalla voglia di una vita migliore e stabile.

Come aiutare il progetto solidale?

La catena di supermercati bio NaturaSì, offre una vasta quantità di creme mani e corpo; il ricavato dalla vendita di tali oggetti per la cura personale, andrà a favore del sostegno del progetto per coloro che si trovano in una situazione di stallo e cercano di scappare da una vita d’inferno. Tale campagna è attiva dal 12 al 17 di aprile. Ma la catena aziendale non si è limitata a questo e, mediante la collaborazione con INTERNOS24, ha fornito una via d’uscita d’indipendenza per tutte queste vittime. Infatti, il progetto si basa su un contesto lavorativo, mirato ad integrare i soggetti in azienda. Ad oggi sono 3 le ragazze assunte e, sei quelle che stanno effettuando un tirocinio presso tali aziende. Per un sostegno psicologico è attivo da febbraio 2021 lo sportello Safe Space INTERNOS24, che accoglie già più di 50 donne, mirando ad un coinvolgimento anche lavorativo.


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Le esperienze di vita

Per comprendere al meglio la situazione, due esempi pratici di donne che nonostante l’ombra di un passato scomodo, guardano al futuro con un occhio ottimista. La prima accolta nel Safe Space, ha ricordi di violenza di un uomo che non ha saputo amarla, ma solo maltrattarla. E adesso pretende di portarle via anche un figlio. Anch’egli ospite di tale spazio. In Colombia la donna ha un altro figlio: un ragazzo di 19 anni. La paura cresce al pensiero di non poter dargli un futuro migliore, ma con l’insegnamento lavorativo atto all’indipendenza, la donna mira a portare con sé il 19enne. Un’altra rappresentazione l’abbiamo con una donna fuggita dai bombardamenti siriani col proprio bimbo. La paura negli occhi le è rimasta, ma ogni giorno lotta per una vita migliore, laddove una speranza concreta, ancora esiste.

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