NATO aumenterà le forze in massima allerta: a 300.000 soldati

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NATO aumenterà le forze

La NATO aumenterà drasticamente le forze in massima allerta. Da appena 40.000 a oltre 300.000. Lo ha dichiarato il segretario generale Jens Stoltenberg. Che descrive come “la più grande revisione della nostra difesa collettiva e deterrenza dalla Guerra Fredda”. Dunque l’Occidente rimodella la sua strategia di sicurezza in seguito all’aggressione militare del presidente russo.

NATO aumenterà le forze in massima allerta: perchè?

I leader dell’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti si incontreranno a Madrid questa settimana. Per quello che secondo Stoltenberg sarebbe un vertice “trasformativo“. Alle prese con le conseguenze dell’invasione di Mosca del suo vicino filo-occidentale. Stoltenberg ha detto che gli alleati rafforzeranno alcuni dei loro schieramenti di gruppi da battaglia lungo il fianco orientale della NATO “fino al livello di brigata“. Unità tattiche di diverse migliaia di soldati. E porteranno le forze in massima allerta, cioè a “ben oltre 300.000“. In base ai nuovi piani gli alleati collocheranno armamenti più pesanti, compresi i sistemi di difesa aerea, a est.

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Un nuovo concetto strategico

Al vertice di Madrid, la Nato cambierà linguaggio anche sulla Russia. Che nell’ultima strategia dell’alleanza del 2010 era ancora descritta come un partner strategico“. Ha detto Stoltenberg. “Mi aspetto che gli alleati dichiarino chiaramente che la Russia rappresenta una minaccia diretta alla nostra sicurezza, ai nostri valori e all’ordine internazionale basato sulle regole“. Ha poi aggiunto. Il nuovo concetto strategico che sarà approvato al vertice della Nato a Madrid mercoledì e giovedì, affronterà le crescenti minacce poste dalla Russia. E, per la prima volta, dalla Cina. La seconda economia più grande del mondo. In seguito alle crescenti ambizioni militari della Cina e la crescente preoccupazione di poter attaccare l’isola democraticamente governata di Taiwan. Che Pechino considera il proprio territorio. Ma gli Stati membri rimangono in disaccordo su come descrivere il Paese con l’esercito più grande del mondo e le sue relazioni con la Russia.