Nasceva oggi l’Arma dei Carabinieri, ‘nei secoli fedele’

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Cappello dei carabinieri

Si ricorda oggi 13 luglio la nascita dell’Arma dei Carabinieri, istituita a Torino in questo giorno del 1814 dal Re Vittorio Emanuele I, con la promulgazione delle Regie Patenti. L’istituzione prevedeva la duplice funzione della difesa dello Stato e della tutela della sicurezza pubblica, un’unità militare con compiti di polizia.

Fu denominata “Corpo dei Carabinieri Reali” sino al 24 gennaio del 1861, quando assunse il nome attuale.

Il primo comandante in capo fu il Generale d’Armata Giuseppe Thaon di Revel di Sant’Andrea, della nobile famiglia dei Thaon di Revel, originaria della contea di Nizza, nominato il 13 agosto del 1814.

Il nome dei carabinieri deriva da carabina, l’arma che avevano in dotazione, che era simile ad un fucile o ad un moschetto. I carabinieri furono la prima truppa ad utilizzare stabilmente questa tipologia di arma da fuoco originaria del Seicento.

La divisa

La divisa era turchese, con alamari d’argento e cappello a due punte con un pennacchio dai colori rosso e blu, gli stessi che si conservano ancora oggi nello stemma (ma anche nelle auto di servizio) e nelle cerimonie solenni.

La scelta dei colori non fu casuale, ma pregna di un profondo significato: il blu rappresentava infatti la nobiltà dell’istituzione, il valore militare, la fedeltà, la giustizia, l’amor di patria, mentre il rosso l’audacia, il coraggio e il sacrificio.

Il significato dello stemma

La concessione dello Stemma Araldico all’Arma ebbe luogo con R.D. 2 maggio 1935 e Lettere Patenti del 27 maggio successivo.

Nell’ultimo stemma, risalente al 2002, sono stati recuperati tutti gli elementi dei precedenti, a sottolineare la continuità istituzionale nella storia.

La corona d’oro turrita, merlata alla guelfa, è chiaro riferimento al paesaggio urbano delle migliaia di entità territoriali nelle quali l’Arma è radicata.

Nello scudo trovano collocazione le figure araldiche.

Nella capo dello scudo, azzurro, troviamo la quercia, simbolo di forza, saldezza e valore e il leone, di fierezza e nobiltà.

La frutta dell’albero è dorata ed è simbolo della fecondità dei principi e degli ideali dell’Arma, che attraversano intatti e rinvigoriti il succedersi delle generazioni.

stemma Arma dei Carabinieri 2002

Nel campo dello scudo, rosso con croce d’argento (riferimento agli alamari) che lo divide in quattro campi, troviamo due mani d’argento che tengono il serpente e due granate d’oro infiammate, nella stessa disposizione dello stemma del 1935.

Nel cartiglio sotto allo scudo, il motto in lettere lapidarie romane “nei secoli fedele”.

Motto creato nel 1914, a un secolo dall’istituzione, per la medaglia commemorativa dell’evento, che sarebbe stato concesso quale motto araldico da Vittorio Emanuele III il 10 novembre del 1933.

Nel 1929 venne scritta La Fedelissima, la marcia d’ordinanza dell’Arma dei Carabinieri, dal perugino Luigi Cirenei, allievo del grande e famoso compositore Pietro Mascagni.

Ed è proprio alla Virgo Fidelis, la Vergine Fedele, che Papa Pio XII scelse, nel 1949, di affidare i Carabinieri.

Virgo Fidelis

Giovanni Boccaccio

Appena nove mesi dopo l’istituzione del Corpo, morì il primo carabiniere in servizio, il primo a cadere nell’adempimento del proprio dovere. Nella notte fra il 23 e il 24 aprile del 1825 l’Arma dei Carabinieri pianse il suo primo caduto, Giovanni Boccaccio, ucciso fu da un colpo di fucile esploso da un pericoloso fuorilegge evaso dal carcere di Cuneo, Stefano Rosso, detto “Il Sardo”.

I carabinieri che erano stati inviati alla ricerca dell’omicida furono alloggiati e nutriti a spese dell’amministrazione comunale di Vernante, che mise a disposizione dodici uomini per collaborare nelle indagini: la vicinanza con la popolazione era fortissima già a quei tempi.

Ancora oggi

L’anniversario di fondazione dell’istituzione si festeggia oggi il 5 giugno, data di concessione, nel 1920, della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera.

Quella che fu istituita con le Regie Patenti del 13 luglio 1814 al fine di “sempre più contribuire alla maggior felicità dello Stato, che non può andare disgiunta dalla protezione, e difesa de’ buoni, e fedeli Sudditi Nostri, e dalla punizione de’ rei”, è ancora qui a proteggerci. Nei secoli fedele.

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