Nasceva 232 anni fa Arthur Schopenhauer

LA VITA È COME UNA STOFFA RICAMATA DELLA QUALE CIASCUNO NELLA PROPRIA METÀ DELL’ESISTENZA PUÒ OSSERVARE IL DIRITTO, NELLA SECONDA INVECE IL ROVESCIO: QUEST’ULTIMO NON È COSÌ BELLO, MA PIÙ ISTRUTTIVO, PERCHÉ CI FA VEDERE L’INTRECCIO DEI FILI.

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Arthur Schopenhauer è ritenuto il pioniere della filosofia europea. Il suo è un personaggio scontroso, introverso e pessimista. Egli nacque a Danzica (Polonia) il 22 Febbraio 1788 da padre banchiere e madre nota scrittrice di romanzi, con cui ebbe non pochi dissensi.

Durante la sua infanzia viaggiò in Francia e in Inghilterra. Dopo la morte del padre, Schopenhauer frequentò l’Università di Gottinga ed ebbe Schulze come suo maestro di filosofia che gli consigliò di studiare le dottrine di Platone e Kant. Nel 1811 a Berlino, Schopenhauer seguiva le lezioni di Fichte dove, però, rimase ripugnato. Nel 1813, Schopenhauer si laureò, in filosofia, a Jena (Germania) con una tesi “Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente”.

Successivamente, Schopenhauer visse qualche anno a Dresda (Germania) dove compose “Sulla vista e sui colori”; testo in difesa delle dottrine scientifiche di Goethe, con il quale legò tantissimo durante il suo soggiorno a Weimar (Germania). Nel 1820, dopo alcuni anni passati a Dresda, fece ritorno a Berlino; si abilitò alla libera docenza presso l’università di Berlino e intraprese la carriera accademica. Qui si scontrò con un altro grande filosofo dell’800; Hegel. Nel 1818, Schopenhauer preparò e pubblicò per la stampa la sua opera principale “Il mondo come volontà e rappresentazione”.

Tra il 1822 e il 1825 fece, di nuovo, ritorno in Italia. Nel 1831 Schopenhauer, a causa dell’epidemia di peste che si abbatté su Berlino, dovette stabilirsi a Francoforte, sul Meno, e rimase lì fino alla sua morte avvenuta il 21 settembre 1860.

IL PENSIERO

Il suo più grande punto di riferimento fu Kant; ritenuto il filosofo più originale della storia. Da Kant, pur con delle precise differenze, riprende il concetto di fenomeno e noumeno. Il fenomeno è apparenza, sogno, illusione (Velo di Maya). Il noumeno, invece, è ciò che si nascondo dietro il fenomeno e che può essere rivelato.

Anche Platone ha avuto una grossa influenza su Schopenhauer; La “Teoria delle idee eterne” afferma come forme eterne ed immutabili siano sottratte alla fragilità dolorosa del nostro mondo. Molto famosa è la citazione “La vita umana è un pendolo che oscilla tra noia e dolore”. Da questa citazione, si può ben capire quanto l’esperienza Illuministica lo abbia influenzato; ciò che si desidera ma che non si può raggiungere crea dolore, quando invece si realizza, esso, crea noia e quindi si è costretti a desiderare altro.

Schopenhauer è attratto anche da Voltaire e, da lui, apprende lo spirito scherzoso e disinvolto verso le credenze tramandate. Pur non essendo definito un romantico, dal movimento del Romanticismo, Schopenhauer apprende il tema dell’infinito a cui si lega il tema del dolore, dell’arte e della musica. La musica fu definita dal filosofo come un linguaggio universale; l’unica arte che potesse esistere anche senza il mondo.

Spesso il pessimismo di Schopenhauer è stato paragonato a quello di Leopardi. Il filosofo, nei suoi scritti, ha spesso menzionato il poeta dichiarando di apprezzarlo. Il pessimismo del filosofo attraversa tre frasi: pessimismo sull’uomo, pessimismo cosmico e pessimismo metafisico. Nel pessimismo sull’uomo, l’uomo è destinato a provare dolore in quanto; prova dolore per un bisogno non soddisfatto e prova noia una volta che ha soddisfatto i suoi desideri.

Nel pessimismo cosmico il dolore è associato al concetto di volontà; la volontà di sopravvivenza universale.

Infine, nel pessimismo metafisico, la volontà è sofferenza perché infinita e quindi impossibile da esaudire.

Un altro tema importante nella formazione di Schopenhauer è quella della Religione. Schopenhauer fu il primo filosofo ad avere una visione atea della Religione. Il nome del filosofo è strettamente connesso con la filosofia indiana (Brahmanesimo e Buddhismo); pare, infatti, che raccontasse ai suoi ospiti le vicende del principe Siddharta Gautama. Nella sua giovinezza, Schopenhauer fece un viaggio in Oriente e rimase affascinato dalla cultura indiana incredibilmente affine al suo pensiero. La filosofia indiana fu una vera e propria consolazione per il filosofo tedesco.

Se c’è un modo per liberarsi dal dolore e dalla noia, la soluzione si trova nella volontà di vivere. Il primo passo è l’uguaglianza tra gli uomini; eliminare, quindi, ogni tipo di distinzione. Il secondo passo è l’amore; l’amore vero, buono e disinteressato. All’amore sono legate la compassione e la pietà. Infine, il terzo passo, quello decisivo è la via dell’ascesi. L’ascesi ha, a sua volta, un primo passo; la castità. L’uomo diventa libero quando si libera dai suoi impulsi.

Per quanto possa sembrare paradossale, Schopenhauer era contrario al suicidio considerato come atto di forte affermazione della volontà.

Alcuni libri di Schopenauer

Il mondo come volontà e rappresentazione
L’arte di ottenere ragione esposta in 38 stratagemmi 
L’arte di ottenere ragione
L’arte di essere felici esposta in 50 massime

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