Nasce oggi il condottiero più antipatico del Risorgimento

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Viene ricordato così.
Ricorre oggi l’anniversario della nascita di Gerolamo, meglio conosciuto come «Nino», Bixio: grande condottiero risorgimentale cui sono dedicate numerose strade e infrastrutture, famoso tra i suoi compagni per il suo singolare carattere, tutt’altro che docile.

Salmastri Intenti

Nasce a Genova il 2 ottobre del 1821. Inizia precocemente la propria carriera in marina.
A soli 13 anni fu imbarcato come mozzo per le Americhe per essere stato espulso da scuola; un carattere forte e indomabile il suo, che causerà non pochi problemi nel corso della sua vita, ma che, a suo vantaggio, lo renderà anche lo stimato personaggio che conosciamo e ricordiamo oggi.

La vita di mare gli riserva numerose avventure ed opportunità tra cui anche la scelta che segnerà la fine della sua carriera di capitano mercantile presso la marina del Regno di Sardegna. Il condottiero rifiutò, in quell’occasione, di obbedire agli ordini e quindi contribuire alla tratta degli schiavi dal porto di Rio de Janeiro.

Ritornato in patria, a Genova viene ingaggiato come secondo nostromo sul bastimento del Capitano Baxter verso i mari della Malesia. Ruolo forse non adatto a un uomo di carattere come Nino: in seguito a un disguido col capitano abbandona la nave, seguito da due compagni. Il naufragio della scialuppa porta i soli due sopravvissuti a unirsi agli indigeni fino a quando non sarà lo stesso Baxter a ripescarli tra gli schiavi e a riportarli in Europa.

L’impegno politico

Giunto a Parigi, incontra il fratello Alessandro, protettore di Giuseppe Mazzini.
Da questa conoscenza viene ammaliato e convinto all’idea di un’Italia unita e repubblicana. Entrambi condividono il desiderio di unificare tutti gli Stati d’Italia, donando alla nostra bella Nazione l’indipendenza di cui gode oggi.

È questa la spinta che porterà Nino a partecipare attivamente ai fervori che precedettero la Primavera dei Popoli e altre imprese belliche atte alla liberazione degli Stati Italiani. Arriva anche ad affiancare Giuseppe Garibaldi nei Cacciatori delle Alpi e nella Spedizione dei Mille alla conquista del Sud Italia.

Un uomo dal carattere forte, nato per essere condottiero, che non si limitò alla mera attività militare, si spinse oltre per questo paese e ancora di più quando fu più volte rieletto alle elezioni politiche italiane del 1861. Promuove ogni possibile azione per liberare importanti città per il Regno quali Venezia e Roma. Si impegna anche ad intensificare i traffici commerciali con il Medio ed Estremo Oriente abbracciando politiche espansionistiche come già facevano altri stati concorrenti quali Francia e Gran Bretagna.

Una svolta fatale

Dopo il 1860, diventato generale dell’esercito italiano e senatore del Regno, investe tutti i suoi averi nella costruzione di una nave mista motore-vela che guidò verso l’Oriente, per stabilire una linea commerciale con l’Italia. Il mare lo chiama e Nino non può non rispondere.

Una chiamata fatale questa volta, poiché disgraziatamente nel corso della navigazione fu colpito dal colera, tra atroci dolori alle 9 del 16 dicembre 1873 morì sulla sua nave. Fu sepolto nell’isola di Pulo Tuan (detta anche “Isola del Signore”). I resti del cadavere furono ritrovati solo nel giugno del 1866 e le ceneri giunsero infine a Genova il 29 settembre accolte da una folla immensa lo accompagnò al cimitero di Staglieno, dove si trova ancora oggi.

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