Nasceva oggi, nel 1859 ad Edimburgo, Arthur Conan Doyle, divenuto celebre soprattutto per le avventure del detective Sherlock Holmes. Le opere dedicate da Conan Doyle al famoso investigatore sono 4 romanzi e 56 racconti. Il libro d’esordio del personaggio è ‘Uno studio in rosso’ pubblicato nel 1887.

Le storie di Holmes sono quasi tutte raccontate in prima persona dal personaggio del dottor John Watson, di cui egli fa conoscenza quando cerca un coinquilino con cui dividere le spese d’affitto dell’appartamento al 221B di Baker Street.

Conan Doyle scelse questo numero sapendo che ai suoi tempi i numeri civici di quella via arrivavano solo fino all’85, probabilmente per evitare che l’indirizzo corrispondesse a quello di una persona reale.

Negli anni trenta però per un riordino dei numeri civici il 221B venne assegnato ad un edificio in stile art déco presso cui, fino al 2002, ebbe sede la Abbey Road Buildind Society, che fu così destinataria di numerose lettere indirizzate al personaggio letterario provenienti da tutto il mondo.

La Società prese così la decisione di aprire una segreteria di Sherlock Holmes, apponendo una targa di bronzo in corrispondenza dell’ormai famoso numero civico e sponsorizzando la sistemazione di una statua del detective nella stazione metropolitana di Baker Street.

Elementare, Watson!”

I romanzi di Conan Doyle che hanno come protagonista il celebre detective fanno parte del genere del cosiddetto ‘giallo deduttivo’, che si può dire inaugurato da Edgar Allan Poe con il racconto “I delitti della Rue Morgue”, dove il protagonista, Auguste Dupin, risolve un caso apparentemente inspiegabile.

Chi non conosce i metodi di analisi di Holmes rimane sconcertato dalle sue deduzioni, quasi fosse capace di qualche stregoneria, ma -come egli stesso afferma- si tratta solo di avere spirito di osservazione: sono infatti dettagli che agli altri appaiono insignificanti a fare la differenza nella soluzione dei casi.

Ispiratore del personaggio creato da Conan Doyle fu uno dei suoi insegnanti di medicina, il dottor Joseph Bell, maestro nell’osservazione, nelle logica, nella deduzione, nella diagnosi.

Uno ‘Studio in rosso’ e Sherlock Holmes non furono però il primo frutto della penna di Doyle, bensì ‘Il mistero di Sasassa Valley’ , un racconto del terrore pubblicato su una rivista di Edimburgo, il Chamber’s Journal, nel 1879.

Bisognò attendere fino al marzo del 1886 perché Conan Doyle iniziasse a scrivere il romanzo che gli avrebbe dato tanta fama.

All’inizio il titolo era ‘A Tangled Skein’ e i due personaggi principali Sheridan Hope e Ormond Sacker, divenuti poi quelli che conosciamo oggi come Sherlock Holmes e Dr. Watson alla pubblicazione nell’anno successivo nell’Annuario di Natale di Beeton, con il titolo ‘Uno studio in rosso’.

Oltre Sherlock Holmes

Divenuto famoso per il personaggio di Sherlock Holmes e il giallo deduttivo, Conan Doyle era però autore anche di diversi altri generi: dal romanzo d’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici, dalle opere teatrali alle opere poetiche. Opere che il padre di Sherlock Holmes considerava migliori e per le quali avrebbe preferito essere ricordato, tanto che essendo rimasto il suo nome così legato al personaggio del detective, ad un certo punto prese la decisione di sbarazzarsene facendolo precipitare nelle cascate Reichenbach, nel racconto ‘L’ultima Avventura’ del dicembre 1893.

Il 1901 però, viste le insistenze dei lettori, vediamo Doyle scrivere ancora di Sherlock, come protagonista però di una storia avvenuta in precedenza ai fatti di ‘L’ultima Avventura’ e mai raccontata, ‘Il mastino dei Baskerville’.

Qualche anno più tardi Holmes sarà ancora il protagonista di un altro romanzo: ‘La valle della paura’, uscito nel 1915.

Colto da un improvviso attacco cardiaco, mentre si trovava nella sua casa di campagna a Windlesham, le sue ultime parole furono rivolte alla moglie: «Sei meravigliosa».

Era il 7 luglio del 1930 e aveva 71 anni.

L’epitaffio sulla sua tomba recita:

“Acciaio vero/lama diritta/ Arthur Conan Doyle/ Cavaliere/Patriota, medico e uomo di lettere”.

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