Napul’é…Sos amici…mille culure e tanto di più.

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Napoli cantata, espressa, amata nei suoi aspetti migliori, che riguardano la coralità del suo popolo, ha trovato un emblema che racchiude ciò che le stesse parole non riescono a rappresentare. Si tratta di un gruppo che ha raggiunto, in poco più di quattro anni e mezzo, la ragguardevole cifra di 82058 membri nel momento che scrivo, ai quali ogni giorno se ne aggiunge qualcuno, grazie al passaparola nonché agli indubbi benefici che si traggono dall’esserne partecipi. Il gruppo, che si chiama Sos amici, aiutiamoci tra noi, è nato dalla felice intuizione di Sergio Colella e vive attraverso il costante impegno suo e della moglie Rosanna Terracciano.
Di questa città ha tutte le fragranze: il calore della pizza appena sfornata come quello dell’amicizia e della solidarietà che si crea tra i membri, la potenza del mare che si infrange sugli scogli nel risolvere situazioni sociali e problematiche individuali in tempi brevissimi, la dolcezza della sfogliatella nel garbo e nella delicatezza con la quale vengono trattati temi anche difficili, la leggerezza del babà nel risolvere anche quelli che problemi non sono, ma piccoli desideri, necessità estemporanee, diffusione di eventi piacevoli e gratificanti. L’aroma intenso del caffè quando prende a cuore situazioni dolorose con passione e coinvolgimento che annullano la solitudine. Il profumo dei pini marittimi e delle ginestre selvatiche che inebria e consola chi sente intorno a sé l’energia di tanta gente anche soltanto nel chiedere una preghiera per una persona cara.
Il fenomeno SOS non sarebbe replicabile, forse, in nessun altro luogo  (ma se volete dimostrarci il contrario ne saremmo ben felici ), perché richiede alcuni elementi che la genetica partenopea mette a disposizione con naturalezza: la fiducia negli altri, la disponibilità ad aiutare, la gratitudine verso chi si è dimostrato onesto e capace, il rispetto profondo di ogni persona, il superamento di ogni barriera sociale, di classe e culturale attraverso il senso della napoletanita che accomuna tutti, come fosse il caldo abbraccio di una terra che viene riconosciuta come madre.
Nel gruppo non esistono censure, se non l’attenta moderazione degli amministratori, affinché non ne venga mai tradito lo spirito. Si può chiedere di tutto, da un buon idraulico che intervenga tempestivamente, al significato di un sogno, da una messa in piega fatta in casa il giorno stesso, alla sedie a rotelle per il parente ammalato, da un lavoro come baby sitter, ad un parere su come risolvere un raffreddore, o preparare la pastiera pasquale. Si può offrire quello che si possiede: la competenza professionale, un mobile che non possiamo portare nella nuova casa, i vestiti per bambini, la compagnia, il sorriso.
SOS è, insieme, banca del tempo e mercatino all’aperto, corsia d’ospedale o parco dei divertimenti. SOS è diventato un pezzo dell’anima di Napoli e della sua provincia, e non ne sapremmo più fare a meno. Alla domanda “come faccio a trovare…” la prima risposta è diventata “ chiedi su SOS”.
Una rete straordinaria di aiuto reciproco che ha trovato terreno fertile nell’humus di una metropoli, che, nonostante le innumerevoli criticità, non perde il suo spirito coraggioso e ironico, creativo e musicale. Perché ci vuole buona musica per creare un coro.

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