Napoleone Bonaparte, da isolano a Imperatore

Ascesa del "piccolo caporale"

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Napoleone

Il 15 agosto 1769 ad Ajaccio, in Corsica, nasceva Napoleone Bonaparte, personaggio storico tra i più discussi e sul cui conto la critica continua ad avere giudizi discordanti. Resta in ogni caso indubitabile il suo peso storico e il ruolo di centrale predominanza che giocò nello scacchiere politico-economico all’indomani della Rivoluzione francese. L’ascesa al potere di Napoleone, infatti fu foriera di stravolgimenti radicali quantomeno, ma non esclusivamente, in Europa; a rendere la sua parabola di affermazione personale ancora più affascinante concorrono la geniale intelligenza e l’indefesso impegno attraverso i quali seppe sopperire a delle origini di nascita non molto favorevoli.

Napoleone, le origini

Napoleone Bonaparte, originario della capitale còrsa, era figlio di Carlo e di Maria Letizia Ramolino. Egli era quarto di dodici fratelli e secondo degli otto ancora viventi. Più grande di lui, infatti, era il primogenito Giuseppe (1768), mentre più piccoli erano Luciano (1777), Luigi (1778), Paolina (1780), Maria Annunziata – chiamata Carolina – (1782) e Girolamo (1784). Il giovane Napoleone venne avviato alla carriera militare dal padre. Questi, nel 1778, dalla umile e periferica Corsica lo mandò a studiare insieme al fratello Giuseppe a Parigi, presso il collegio di Autun.

Napoleone visse un vero e proprio shock culturale per questo passaggio dalla realtà isolana più dimessa a quella maggiormente moderna e urbanizzata di Parigi. A pesare enormemente sia sulle relazioni che riusciva a intrattenere coi coetanei sia sull’andamento scolastico concorse soprattutto il fatto di non conoscere la lingua francese, iniziata ad apprendere sin dai suoi rudimenti proprio in questo periodo della vita del giovane.

Grazie alle proprie doti, comunque, Napoleone riuscì gradualmente ad eccellere negli studi e a divenire un raffinato conoscitore dell’arte bellica. In virtù di ciò, egli ricoprì molto rapidamente il ruolo di sottotenente di artiglieria; egli ricoprì tale ruolo in una delle sue primissime operazione militare, svoltasi proprio in Corsica. Allo scoppio della Rivoluzione francese, infatti, Napoleone tornò sulla propria isola natia. Qui, però, prese le armi in favore della Francia, opporsi all’indipendenza del popolo còrso.

Campagne d’Italia e d’Egitto

Il successo dell’annessione della Corsica alla Francia fu solo l’inizio dei successi militari del giovane Napoleone. Una volta tornato a Parigi, infatti, gli si vide affidata la Campagna d’Italia. Questa consisteva in una serie di operazioni militari da lui coordinate alla guida dell’Armata d’Italia, con lo scopo di diffondere gli ideali repubblicani della Rivoluzione francese anche nella Penisola. In un primo momento egli ricevette un’accoglienza trionfale, carica di ottimistiche aspettative. Infatti, il popolo italiano lo acclamò e gli intellettuali e artisti lo celebrarono quale liberatore dall’oppressione delle potenze monarchiche d’antico regime. L’operato del generale francese ricevette però aspre critiche e accuse di meschino utilitarismo quando, con il trattato di Campoformio (17 ottobre 1797), questi cedette il Veneto agli Austriaci.

In seguito alla prima campagna, durante la quale il generale dimostrò le proprie brillanti doti di strategia militare, il governo gli affidò la Campagna d’Egitto. Lo scopo di questa operazione era, infatti, quella di contrastare gli inglesi e la loro economia coloniale che cresceva vertiginosamente. Bisogna sottolineare, però, che tale missione militare venne affidata proprio a Napoleone a causa del crescente prestigio, assai sgradito al Direttorio, che questo stava via via riscuotendo in Francia. Dopo aver riscosso alcune vittorie al Alessandria d’Egitto, Napoleone affidò la direzione delle restanti operazioni militari su suolo africano a un sottoposto, per poter ritornare in Francia.

Il colpo di stato

Il giorno 18 brumaio dell’anno VIII, corrispondente al 10 novembre 1799, Napoleone riuscì a cancellare l’organo rivoluzionario del Direttorio. Al suo posto istituì un consolato di tre membri, si nominò primo console il 24 dicembre. Gradualmente, in questo modo, Napoleone riuscì ad accentrare nelle proprie mani sempre più potere. Finalmente a capo dello Stato e delle forze armate, egli dimostrò ancora una volta il proprio valore politico e militare.

Napoleone, infatti, oltre a promuovere riforme della giustizia e dell’amministrazione, mise in ginocchio gli austriaci e riuscì a imporre la pace agli inglesi. Non bastante tutto ciò, sottoscrisse un concordato con il papa Pio VII, per il quale la chiesa francese si poneva al servizio del regime. In questo climax di successi inanellati uno dopo l’altro si registrò l’acme del suo successo, la sua glorificazione e apoteosi. Il 1804, infatti, si fece proclamare Imperatore dei francesi. Seguirà, l’anno successivo, la nomina a Re d’Italia.

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