Nancy Pelosi riceve eucarestia in Vaticano nonostante sia pro-aborto

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Nancy Pelosi riceve eucarestia

Il presidente della Camera degli USA, cattolica e sostenitrice del diritto all’aborto, Nancy Pelosi, riceve l’eucarestia durante la messa papale. Nella Basilica di San Pietro, in Vaticano. Durante l’Angelus il Papa dice: “E’ il tempo dell’accoglienza, nella Chiesa c’è posto per tutti“. Non dobbiamo chiuderci nei nostri circoli ecclesiali e inchiodarci a certe nostre discussioni sterili. Ma aiutarci ad essere lievito nella pasta del mondo”.

Nancy Pelosi riceve eucarestia in Vaticano?

La Comunione per Nancy Pelosi arriva poco dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato la decisione Roe v. Wade del 1973. Cancellando il diritto all’aborto. E in netto contrasto con la decisione di Salvatore Cordileone, l’arcivescovo conservatore della città di San Francisco, che a maggio vietò alla presidente della Camera di ricevere l’eucarestia. Per il suo esplicito sostegno al diritto all’aborto. Nonostante Papa Francesco sostenga con forza l’opposizione della Chiesa all’aborto, allo stesso tempo nella sua omelia ribadisce di accogliere tutti. Compresi i peccatori. E di non “rimanere inchiodati ad alcuni dei nostri inutili dibattiti”. “Tante volte diventiamo una Chiesa con le porte aperte, ma solo per mandare via le persone, per condannarle”, ha detto. Papa Francesco esprime simpatia per le donne che hanno abortito. E ha reso più facile per loro essere assolte dal peccato di essersi sottoposte alla procedura.

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I vescovi non devono essere politici

Il Vaticano non ha fornito alcuna dichiarazione in merito. E ha rifiutato di commentare. Ma in una città-stato, intrisa di simbolismo religioso e centro di 1,3 miliardi di cattolici nel mondo, la Comunione di Pelosi difficilmente può essere considerata una svista. Tuttavia, si è svolto il giorno in cui Francesco ha emesso una lettera apostolica in cui esaltava le virtù della Messa. Ricordando alla sua Chiesa come tale celebrazione appartenga “alla totalità dei fedeli uniti in Cristo“. Tra l’altro nell’esortazione apostolica di Papa Francesco “ Amoris laetitia”, uno degli scritti papali più lunghi della storia il Pontefice esorta i vescovi a essere più compassionevoli verso i parrocchiani. Le cui relazioni non sempre corrispondono l’ideale della Chiesa. Alla luce del “solido corpo di riflessione della Chiesa sulle attenuanti e sulle situazioni“, ha scritto il Papa, “non si può più semplicemente dire che tutti coloro che si trovano in una situazione ‘irregolare’ vivono in uno stato di peccato mortale e sono privati ​​della grazia santificante”. Al contrario. Il documento istruisce i vescovi a lavorare per ciò che Dio li chiama a fare. E per discernere “con sincerità e onestà qual è la risposta più generosa che si può dare a Dio”. Tenendo presente che la risposta potrebbe non essere la stessa per tutti.