Namibia: il petrolio mette a rischio il patrimonio faunistico

La zona del delta dell'Okavanga è il sito individuato per le trivellazioni esplorative

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Namibia estrazione

Il Namibia è un Paese dell’ Africa meridionale che si affaccia completamente sull’Atlantico e tra i suoi confinanti c’è il Sudafrica a sud. Il Paese è bagnato dalle acque di uno dei nove fiumi più lunghi dell’Africa l’Okavango. Questo fiume, attraversa, oltre il Namibia, l’Angola e il Botswana. La foce del fiume non sbocca nel mare ma si disperde in una zona del Kalahari, nota come il delta dell’Okavango. Proprio in questa regione del delta di questo fiume vivono numerose popolazioni indigene ed è presente una riserva naturale. Tutto ciò è messo a rischio dalle trivellazioni. Infatti pare che in Namibia ci possa essere il petrolio. Da gennaio di quest’anno una compagnia canadese che ha investito in Namibia, scommettendo sul petrolio, ha iniziato con pozzi esplorativi a trivellare h.24 il territorio del delta che si trova tra Namibia e Angola.

In Namibia trovare il petrolio sarebbe un dramma per fauna e popolazione

Gli abitanti vicino al sito della perforazione non sono di certo contenti di questa situazione. I namibiani hanno il timore di dover abbandonare le loro terre senza ottenere risarcimenti, certi che se il petrolio c’è loro verranno estromessi dai ricavi. Del resto, gli abitanti del delta hanno scoperto delle trivellazioni solo a cose fatte. L’area interessata dalle perforazioni fa parte di una delle regioni più povere della Namibia, con un tasso di disoccupazione che raggiunge il 50%. Namibia e petrolio, temono, a ragione, i namibiani, sarà un binomio che porterà vantaggi a tutti tranne che a loro!

A chi appartiene l’impianto di perforazione nel delta dell’Okavango?

La compagnia che sta sondando il terreno in Namibia con le trivellazioni per il petrolio è la Recon Africa, con sede in Canada. Sono tre i pozzi di prova che la società canadese sta perforando nel delta dell’Okavango. La compagnia petrolifera ha una licenza che comprende 13.250 miglia quadrate tra i territori della Namibia e del Botswana, anche se l’area più vasta è quella nella Namibia per il petrolio: si tratta di 9.800 miglia quadrate. Le previsioni, come riportato dal National Geografic sono di perforare centinaia di pozzi nell’area interessata, con una licenza che avrà una durata di 25 anni. La Recon Africa ha stimato che quello della Namibia potrebbe essere il giacimento di petrolio più ricco degli ultimi anni. Il bacino dell’Okavango ha un potenziale di estrazione che può arrivare a 120 miliardi di barili di greggio.


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Il petrolio in Namibia avrà ripercussioni sull’ambiente?

I conti sono fatti ma come sempre si sono tralasciati i fattori ambientali che se toccati andrebbero a intaccare agricoltura, pesca e turismo in Namibia, meta di safari. Le perforazioni in una grande area semidesertica andrebbero a colpire la fauna selvaggia e in via di estinzione come gli elefanti che in questa vasta zona vivono in una grande comunità, tra l’altro una delle ultime rimaste. Inoltre c’è il rischio che le perforazioni causino travasamenti nelle vie fluviali, minacciando i corsi d’acqua e le comunità locali che vivono nel bacino dell’Okavango. C’è da vedere come si evolveranno le cose e se l’uomo, come sempre, riuscirà in nome del dio denaro a depredare un altro tesoro dell’umanità.

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