Namibia: attivisti e parlamentari protestano contro l’accordo con la Germania

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In merito dell’accordo tra Namibia e Germania sono insorte numerose polemiche. Il genocidio dei popoli Herero e Nama è una ferita incurabile. E il popolo questo non lo dimentica, così come alcuni partiti che hanno protestato in Parlamento.

Lo scorso maggio la diplomazia di Berlino aveva chiesto perdono ai familiari dei deceduti nel triste genocidio namibiano che avvenne tra il 1904 al 1908. Al governo della Namibia, e ai discendenti, veniva concessa una somma di 1 miliardo di euro da consegnare in 30 anni. Ora, al momento della decisione parlamentare per dichiarare ufficiale o no la cosa, numerosi partiti, tra cui il National Unity Democratic Organisation e attivisti, hanno manifestato il loro disenso.

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Mentre l’Assemblea Nazionale, il parlamente namibiano, stava discutendo della somma dei tedeschi, circa 400 persone sono entrate nell’aula. Si trattavano perlopiù di attivisti che con striscioni e cartelloni hanno esposto il loro parere negativo contro l’accordo con Berlino.

All’interno dell’aula il ministro della Difesa Frans Kapofi ha visto quest’accordo come una dichiarazione di colpa formale della Repubblica federale tedesca. Ma non tutti sono d’accordo. Il presidente del National Unity Democratic Organization, Esther Muinjangue, ha detto che l’accordo, nonostante sia un timido tentativo di sistemare i rapporti tra i due paesi, non soddisfa i discendenti. “Sappiamo che durante il periodo di occupazione tedesca c’era la guerra, ma durante quel periodo è successo qualcosa di gravissimo, un genocidio. Ecco perché rifiutiamo l’accordo. Perché non soddisfa i bisogni delle comunità colpite“, ha detto Muinjangue.


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