Myanmar, Chin Human Rights: “A Mindat commessi crimini di guerra”

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Il colpo di stato in Myanmar ha trascinato con sè violenza e terrore. L’arrivo del governo dei generali ha sconquassato il tessuto democratico per far si che si potesse instaurare una vera e propria dittatura. Dal primo febbraio non solo il Myanmar, ma tutto il contesto geopolitico asiatico è sotto pressione, così come le organizzazioni internazionali che non hanno ancora agito in maniera coerente. Ora, però alcune stanno si stanno muovendo. Secondo la Chin Human Rights Organization (CHRO), nella città di Mindat i militari hanno commesso crimini contro l’umanità, violando la convenzione di Ginevra. Un’accusa pesante ma non così in sorprendente in quanto già si intuiva che nel paese si stessero commettendo violazioni contro le leggi internazionali.

Myanmar: cosa dice la Chin Human Rights?

La Chin Human Rights Organization (CHRO) è nata nel 1995 ed è una ONG con sede legale in Canada e negli Stati Uniti. Nell’ultimo rapporto si è dedicata esclusivamente ai fatti che hanno sconvolto il Myanmar, da quando il primo febbraio è sopraggiunto il governo militare. Secondo l’ONG, ci sono le basi necessare per bollare il tutto come crimini contro di guerra. Accusa che troverebbe una conferma con i numeri che provengono dai più grandi centri cittadini, oggetti di violenza del governo golpista.

Più nel particolare, la CHRO ha individuato in Mindat, città a confine con l’India, come centro operativo di questi crimini. Qui i militari avrebbero usato i cittadini come scudo umano, devastato il nucleo della città e condotto operazioni con armi pesanti in via aerea e terrestre. L’esercito del governo, il Tatmadaw, ha subito reagito a queste accuse affermando che tutte le mosse militari messe in atto sarebbero state la risposta agli attacci della difesa locale. Decisione subito smentita dagli stessi membri dell’organizzazione, attivi ormai da mesi nel contesto birmano.


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