Myanmar: Aung San Suu Kyi è accusata di corruzione

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Aung San Suu Kyi è finita nella bufera, ancora una volta. Non bastava la detenzione voluta dal nuovo esecutivo del Myanmar, ora arriva una bomba ancor più grande, relativa ad una pesante accusa di corruzione. Secondo i vertici giudiziari del paese, la premio Nobel avrebbe intascato “600 mila dollari e divesi chili d’oro“, che andrebbero a violare la legge anti-corruzione. Aung Suu Kyi potrebbe rischiare non solo altri anni di carcere, ma anche l’epurazione assoluta dal mondo della politica. I golpisti hanno trovato il modo legale per far si che non potesse più essere una spina nel fianco.

Myanmar: di cosa è accusata Aung San Suu Kyi?

Aung Suu Kyi era già stata incarcerata ai primordi di febbraio dopo l’arrivo del generale Hlaing. Ma in realtà è il bersaglio preferito di ogni governo che si instaura in quanto è stata in carcere per oltre 15 anni. Nel 2010 tornò in libertà e con il suo partito Linea National for Democracy (LND) vinse le elezioni, questo successo elettorale venne suggellato anche cinque anni dopo. Nel 2020 invece, nelle successive elezioni, fu oggetto di pesanti pressioni da parte della giunta militare che ne approfittò per defenestrarla e prendere il potere. Da lì in poi è iniziato il calvario. Aung Suu Kyi dovrà ora prendere parte a due processi che si svolgeranno a Naypyidaw e Yangon. Il primo si terrà il prossimo 14 giugno, il secondo invece dovrebbe svolgere qualche giorno dopo. Alla leader birmana di 75 anni non manca l’appoggio popolare: sin dall’inizio del golpe, migliaia di sostenitori sono scesi nelle strade con la voglia di abbattere le barriere militari imposte e tornare ad un minimo di libertà.


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