Musicoterapia come psicoterapia in Nigeria

Ecco un salvavita per i pazienti psichiatrici

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musicoterapia come psicoterapia in Nigeria

In medicina, si definisce terapia una serie di misure curative adottate da un paziente. Può trattarsi di medicinali, dispositivi medici da utilizzare, sessioni individuali atte al trattamento di una determinata patologia. D’altro canto però, la medicina è sempre più una materia olistica. Ciò significa che non mira a curare esclusivamente la malattia e i sintomi che essa comporta. Piuttosto, ci si concentra sul paziente nella sua complessità. Non lo si considera un pezzo da aggiustare. Lo si prende in carico tenendo conto di tutti gli aspetti che lo caratterizzano. Non solo al fine di rispettare la dignità umana, ma anche per ottenere risultati migliori. Ecco perché si ricorrere spesso alle cosiddette cure alternative. Trattamenti considerati futili dalle mentalità più antiche, ma che costituiscono un salvavita per molte persone. Dall’altra parte del globo ci arriva un esempio lungimirante. La musicoterapia come psicoterapia in Nigeria, è una realtà assodata.

Musicoterapia come psicoterapia in Nigeria: da dove nasce l’idea?

A raccontarci di questa realtà è la dottoressa Otegbayo. L’esperta è specializzata in fisica e in musica. Dopo alcuni studi relativi all’impatto della musica sulla salute umana, la donna ha istituito la musicoterapia come psicoterapia in Nigeria. In particolare, questo tipo di cura è presente soprattutto nei reparti psichiatrici del Paese. Proprio in queste unità si possono trovare soggetti più fragili di altri. Chi combatte contro una malattia riguardante la sfera mentale non solo va incontro alla sofferenza che quest’ultima gli impone. Ci si ritrova anche a far fronte ai numerosi stigmi che costellano la salute psichica. Ancora oggi, c’è chi non crede all’esistenza di queste patologie. Esiste ancora la tendenza a sminuire questi disagi, paragonandoli a emozioni e sensazioni negative. Quante volte, per esempio, si riduce la depressione a tristezza? Non sapendo che la prima è una vera e propria patologia, la seconda uno stato d’animo.

Per non parlare di tutto ciò che costella le terapie psicologiche e psichiatriche. Persiste ancora una sorta di negazionismo. Sia dalla parte dei pazienti, sia da quella di chi non ha mai sperimentato questa tipologia di cure. I primi spesso tendono a negare di essere in cura, i secondi a ritenere i pazienti come persone instabili, incapaci di condurre una vita autonoma. E’ invece giunto il momento di combattere. Di distruggere questo universo colmo di falsità, giudizi e pregiudizi. La dottoressa Otegbayo sostiene che l’idea della musicoterapia sia nata anche da questo macrocosmo. <<E’ difficile accettare una cura psichiatrica. Non lo è invece ascoltare la musica. Tutti la amano e nessuno si vergogna di apprezzarla. E, a parte ciò, i risultati sono ammirabili>> Afferma l’esperta.

Come funziona questa pratica?

Nonostante quest’iniziativa rappresenti una novità rivoluzionaria, c’è comunque da dire che la musicoterapia ha origini ben più antiche. Ad esempio, durante il secondo dopoguerra i veterani ricoverati negli ospedali venivano sottoposti a sedute d’ascolto musicale. Le reazioni erano diverse. C’era chi si risollevava psichicamente. Chi invece sembrava dimostrarsi ancora più affranto dall’effetto del suono. Questo perché non tutte le persone sono uguali. Ognuna ha il proprio vissuto, il proprio passato. A seconda del proprio essere, la musica può suscitare emozioni positive o negative. Ecco perché essa va dosata e prescritta con cura, come qualsiasi farmaco. E’ infatti così che agisce Otegbayo. Si occupa innanzitutto di conoscere il paziente che ha di fronte. Lo fa in maniera profonda, focalizzando la sua attenzione su più aspetti possibili della persona. Dunque, in base ad anamnesi e diagnosi, si procede con la terapia.

I pazienti reagiscono in maniera differente. C’è chi si fa coinvolgere più velocemente dal ritmo, e sembra beneficiare più velocemente della cura. Vi sono inoltre persone che sembrano essere intimiditi dalla pratica. Magari trascorrono le prime sessioni fermi immobili, reagendo solo col silenzio. Poi, a mano a mano, si sciolgono. Le note s’impossessano anche della loro essenza. E proprio come particelle di farmaco, vanno a lenire quei sintomi che affliggono l’individuo. A poco a poco le ferite si rimarginano, divenendo cicatrici ormai suturate. Ecco dunque che la musicoterapia ha compiuto il proprio compito. Naturalmente, quando usiamo il termine “psicoterapia”, non intendiamo una sostituzione di questo trattamento. I colloqui psicoterapici sono spesso e volentieri associati alla musicoterapia e ad altre pratiche. Affinché le possibilità di salvare la vita di una vita non siano limitate. Poiché salvaguardare la salute altrui, significa curarsi del mondo intero.


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