Museo Richard Ginori: restaurato Apollo e Marsia

La Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze presenta i risultati del restauro di otto modelli scultorei del Museo Ginori

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Museo Richard Ginori
Apollo e Marsia, fronte post restauro

In occasione della Biennale dell’antiquariato di Firenze sarà pubblicato il volume Collezionismo ‘a uso della fabbrica’.
L’opera descrive il restauro di otto sculture in cera dalle raccolte settecentesche del Museo Richard Ginori concluso di recente. Il libro presenta i risultati sorprendenti dell’intervento conservativo.


Museo Ginori salva modelli in cera di opere antiche


Quali criticità presentavano i modelli in cera delle sculture del Museo Richard Ginori?

Umidità, muffe e sbalzi di temperatura hanno danneggiato gravemente in particolar modo i fragili modelli in cera, che riportavano fessurazioni, lesioni e distacchi. Negli scorsi mesi col sostegno economico della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, la Fondazione Ginori ha avviato un’importante campagna di restauro. Ha coordinato l’intervento la Direzione regionale musei della Toscana con la collaborazione scientifica dell’Opificio delle Pietre Dure. L’istituzione dal 2021 è impegnata in una ricognizione generale sullo stato di conservazione delle opere. Gli otto modelli scultorei in cera più bisognosi di un intervento conservativo urgente erano affidati alle cure delle restauratrici Maria Grazia Cordua e Francesca Rossi.

Il restauro di Apollo e Marsia

Il gruppo raffigurante Apollo e Marsia è tratto da un’opera dello scultore fiorentino Giovan Battista Foggini e realizzato su un calco eseguito nel 1748 dal figlio Vincenzo. L’intervento di restauro ha permesso di recuperare l’integrità dell’opera che risultava in uno stato frammentario e “collassata” a causa dell’esposizione a una fonte di calore. La restauratrice della Direzione regionale musei della Toscana e Direttrice dei lavori, Giulia Basilissi, spiega il lavoro. “La gamba di Apollo risultava distaccata, mentre la figura di Marsia si era fortemente deformata. Le sue braccia e il tronco dell’albero si erano completamente separati dall’opera. Fortunatamente la distorsione non ha comportato la perdita totale del modellato, recuperato per via della natura ancora malleabile dell’impasto ceroso”.

I modelli in cera del Museo Richard Ginori

Tra le opere restaurate si segnalano anche i gruppi con Venere che spenna Amore e Leda col Cigno. Gli archetipi in bronzo si devono all’invenzione dello scultore tardo-barocco Massimiliano Soldani Benzi. Poi c’è la Venere Callipige, tratta da un marmo antico conservato al Museo Archeologico nazionale di Napoli. I rilievi di Laocoonte con i figli e Scena di sacrificio che documentano l’acquisizione della manifattura di modelli delle statue antiche più celebri. Li traduceva in porcellana per soddisfare le richieste dei viaggiatori del Grand Tour.

Un intervento realizzato per un museo d’eccellenza

Stefano Casciu, Direttore regionale musei della Toscana commenta il lavoro. “Il restauro delle cere della collezione del Museo Ginori rappresenta un contributo di grande rilevanza al patrimonio pubblico. In particolare per l’auspicata ed attesa rinascita della splendida raccolta di opere provenienti dalla Manifattura Ginori”. Soddisfazione condivisa anche da Fabrizio Moretti, Segretario Generale di BIAF che vede nell’operazione di mecenatismo privato l’apertura di nuove prospettive per il
patrimonio culturale pubblico. “Il museo Ginori è un’eccellenza nazionale che deve sempre essere più conosciuta a livello internazionale e con il nostro contributo speriamo di aiutare in questo intento”. Gratitudine viene espressa dal Presidente della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, Tomaso Montanari. “Dopo molti anni di abbandono è toccato allo Stato italiano salvare lo straordinario patrimonio e affidarlo a una fondazione composta da enti pubblici. È davvero importante che anche soggetti privati mostrino il loro amore, la loro sollecitudine nei confronti di opere così rilevanti per storia e qualità artistica. Mi pare anche notevole che si sia scelto di aiutare un patrimonio meno esposto di quelli perennemente sotto i riflettori fiorentini”.

La collezione di Carlo Ginori

Oltre a essere un imprenditore visionario, il fondatore della Manifattura di Doccia ha praticato una forma di collezionismo del tutto singolare. Fin dai primissimi anni di attività della sua manifattura, Carlo Ginori acquistò direttamente dalle botteghe dei più importanti artisti tardo-barocchi fiorentini numerose forme per poterne riprodurre le opere in porcellana. Dalle forme furono tratti modelli in cera, gesso o terracotta che esposti a primo nucleo del museo, erano mostrati e proposti alla committenza. Andrea Di Lorenzo, Direttore del Museo Ginori. “Si tratta di un patrimonio prezioso perché documenta l’incontro tra la porcellana e la grande tradizione della scultura fiorentina e italiana. Inoltre i modelli sono copie talvolta
uniche di originali perduti”. Questa straordinaria collezione “a uso della fabbrica” è stata per quasi tre secoli all’interno della Ginori, per poi cadere vittima dell’abbandono in seguito al fallimento dell’azienda.

Immagine da cartella stampa.