Museo Egizio di Torino: quanto ne sappiamo su di esso?

Moltissime persone ogni anno visitano la città di Torino, e in particolare i suoi bellissimi musei; fin da piccoli, (almeno per chi abita in Piemonte e zone limitrofe), la “gita” al Museo Egizio di Torino era una tappa fissa, tanto che nel corso degli anni molte persone (come me, ad esempio) lo hanno visitato più di una volta, restandone sempre affascinati grazie alle migliaia di reperti antichi lì presenti e alla loro storia. Ma al di là della storia dei suoi manufatti, ci siamo mai domandati qual è la storia del museo vero e proprio che li contiene? Da qualche parte si è cominciato senz’altro a raccogliere informazioni, reperti, manufatti e antichità; ma come si è cominciato a metterli insieme per creare un museo di tali dimensioni?

Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante del mondo dopo quello del Cairo, ed inoltre è uno dei musei statali italiani più visitati di sempre.

Il museo venne fondato dal re Carlo Felice di Savoia nel 1824, ma la vera storia dei reperti che lo compongono inizia un po’ prima, precisamente nel 1759 quando Vitaliano Donati, un egittologo padovano, trovò molti reperti durante una spedizione, i quali vennero in seguito inviati a Torino; se a ciò si aggiunge la moda, scoppiata all’inizio del secolo successivo, per le antichità egizie e il loro collezionismo (sia pubblico che privato), capiamo perfettamente la risonanza che ha dovuto avere l’apertura del museo. Durante la campagna napoleonica in Egitto, a cavalo dunque tra gli ultimi anni del ‘700 e i primi dell’800, moltissimi generali e militari lì presenti ne approfittarono per fare razzia di tombe, templi e palazzi antichi, portando via moltissimi manufatti. Per quanto riguarda Torino, a ritornare con un grande numero di reperti archeologici fu Bernardino Drovetti, militare piemontese e console generale di Francia durante l’occupazione da parte di Napoleone dell’Egitto; Drovetti collezionò più di 8000 pezzi tra statue, sarcofagi, mummie, papiri e monili di vario genere. Come già detto in precedenza, a fondare il museo fu il re Carlo Felice che, oltre ad acquistare la collezione Donati, ottenne per la cifra di 400.00 lire anche la collezione Drovetti e infine, unendo anche delle antichità contenute in casa Savoia, diede vita al primo Museo Egizio del Mondo in via Accademia Albertina, nel centro della capitale sabauda, a due passi dalla famosissima Piazza Castello. La collezione aumentò ancora grazie all’iniziativa di Ernesto Schiapparelli che, intorno alla fine dell’800, organizzò nuove campagne di scavo in molti dei siti archeologici più famosi dell’Egitto, tra cui la vastissima Valle dei Re. In questo modo con il passare degli anni, la collezione del Museo Egizio di Torino diventò sempre più grande, arrivando negli anni ’30 del ‘900 a contare oltre 30.000 pezzi, tutti risalenti alle fasi più floride della civiltà egizia; tra i vari reperti di cui il museo può vantarsi oggi, vi sono non solo le classiche mummie e i classici papiri, ma anche degli animali imbalsamati. Inoltre, nel 2013 il Museo è stato inserito dal quotidiano inglese The Times nella classifica dei migliori 50 musei al mondo assieme, nello stesso elenco, al Museo Nazionale dell’automobile. Il 1o aprile 2015, dopo alcuni lavori di ristrutturazione e soprattutto di ampliamento, il museo è stato nuovamente inaugurato, con un’estensione di 60.000 m2 e con una superficie espositiva più che raddoppiata, una sala mostre e nuove aree per la didattica. Inoltre, il museo è fornito di una ricchissima biblioteca, di spazi per il restauro e per lo studio di mummie e papiri; infine, dal giugno 2015 il museo è impegnato nella partecipazione di una nuova campagna archeologica in Egitto. L’edificio risulta suddiviso in quattro piani, dei quali uno sotterraneo, che si possono visitare grazie ad un apposito percorso di visita di tipo cronologico. Dopo la sua riapertura, in un anno sono stato registrati quasi 1 milione di visitatori, mettendolo fra le prime posizioni della classifica dei musei italiani più visitati di sempre.

Concludendo, il Museo Egizio di Torino è uno dei musei migliori che non solo la stessa Torino o il Piemonte, ma di cui l’intera Italia dovrebbe essere orgogliosa, in quanto rappresenta una vera autorità nel campo dell’egittologia e della storia di questa antica e affascinante civiltà; detto ciò, ho solo una speranza per il futuro: che questo museo continui a crescere e a portare avanti questa immensa opera, così da riportare alla luce sempre più oggetti che possano, in qualche modo, raccontarci il loro glorioso passato. 

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