Museo di Capodimonte: l’armeria e Pompeo della Cesa

Le sale delle armi e della collezione De Ciccio sono nuovamente aperte e mostrano collezioni dal Quattrocento alla metà del Novecento

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L’armeria farnesiana del Museo di Capodimonte ha riaperto e mette in mostra la tecnica e la capacità di ideare soluzioni su misura di Pompeo della Cesa. Anche la collezione De Ciccio con scultura, maioliche, dipinti è di nuovo visitabile.


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Perché organizzare una visita al Museo di Capodimonte?

La residenza reale, immersa nella riserva di caccia della collina nei pressi di Napoli, è collegata a Carlo di Borbone. Il sovrano decide di riunire nelle sale con affaccio sul mare le collezioni familiari che papa Paolo III ha costituito nel Cinquecento. Nel 1758 alcuni gruppi di capolavori sono collocati negli ambienti dell’edificio, ordinati per artisti e scuole pittoriche. La dimora signorile assume quindi il carattere di luogo deputato all’arte, alla riflessione sulla bellezza e l’affinamento di menti nobili. Anche Giuseppe Bonaparte, Gioacchino Murat e i Savoia hanno contribuito a rendere più interessante il percorso espositivo. Con l’inaugurazione del museo nel 1957 anche il pubblico può apprezzare i dipinti e le creazioni delle raccolte Farnese e d’Avalos.

La collezione De Ciccio

Al primo piano del Museo e real bosco di Capodimonte è allestita la raccolta di opere che Mario De Ciccio ha donato nel 1958. Il corpus degli oggetti riuniti fornisce un’indicazione del gusto del collezionista che tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento costituisce un insieme di 1.300 pezzi. Il suo interesse è orientato in vari settori, dalle arti applicate, agli smalti fino alle galanterie perché lavorava come antiquario. Le ceramiche persiane e ispaniche sono unici, come i ventagli e le tabacchiere. I materiali, accumulati in più di 50 anni, provengono da mercati di Palermo, Napoli e alti centri internazionali.

L’Armeria e Pompeo della Cesa, lo stilista delle armature

La sala in cui sono riunite le armi è un percorso tra le invenzioni per combattere e difendersi dal Quattrocento all’Ottocento. Una parte importante dell’allestimento è incentrata sulla figura di Pompeo della Cesa, uno dei più abili armatori italiani del 16° secolo. L’esperto ha lavorato per le corti più influenti del periodo ed era considerato un professionista nel realizzare le armature. Le sue creazioni erano monumentali nelle forme, ma non limitavano i movimenti. Ideava protezioni con pezzi intercambiabili da utilizzare sia nei combattimenti a terra che nelle giostre a cavallo. Era famoso per il trattamento delle superfici e le decorazioni che imprimeva sui materiali impiegati. Nella collezione ci sono pezzi di fattura tedesca e spagnola, da fuoco e da taglio e soprattutto l’equipaggiamento di Alessandro Farnese.