Museo Andrey Sheptytsky salva l’iconostasi Bohorodchany

A Leopoli oltre a accogliere gli sfollati, le Istituzioni lavorano per preservare il patrimonio culturale

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I timori per un attacco dell’esercito russo a Leopoli crescono e il Museo Andrey Sheptytsky si attiva per proteggere le collezioni. La città accoglie gli sfollati, le ambasciate straniere e gli uffici governativi trasferiti da Kyiv sotto le bombe. Tra i pezzi d’arte da tutelare l’iconostasi Bohorodchany del 18° secolo.


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Quali opere sono conservate al Museo Andrey Sheptytsky?

L’arcivescovo metropolita Andrey Sheptytsky nel 1905 ha allestito l’esposizione permanente incentrata sulla cultura ucraina. Inizialmente il centro culturale era identificato come Museo ecclesiastico di Lwow, poi ha preso il nome del fondatore. La collezione originaria era costituita da 10mila pezzi a cui si sono aggiunte altre opere provenienti da Istituzioni cittadine. Ci sono lavori di Vasily Andreevich Tropinin, Tetyana Yablonska, Taras Grigorievich Shevchenko e Peter Ivanovich Cold.

Iconostasi Bohorodchany al Museo Andrey Sheptytsky

Le iconostasi sono strutture architettoniche che dividono la navata dalla zona presbiteriale nelle chiese cristiane orientali. La separazione in legno, metallo o pietra è un elemento che si trova di frequente negli edifici religiosi ucraini di cui rimangono esempi degli inizi del 17° secolo. Yov Kondzelevych ha dipinto la parete decorata di Bohorodchany per l’eremo di Maniava nel 1705, poi l’opera è spostata nella città da cui prende il nome. Dal 1923 è quindi conservata al Museo nazionale di Leopoli. Il pittore ha realizzato le scene sulle porte del diacono. Ci sono raffigurazioni della Madonna con Bambino, l’Ascensione, la Natività della Vergine. Le altre parti sono invece realizzate dai suoi collaboratori.

La tutela del patrimonio artistico ucraino

Il Museo nazionale di Leopoli può contare sulla collaborazione di Istituzioni estere per mettere al sicuro le opere d’arte. Tra i materiali catalogati da salvaguardare ci sono anche manoscritti e libri rari anche in russo. Pure altri centri culturali si stanno muovendo per tutelare i pezzi di maggiore pregio: infatti, le vetrine del Museo di storia della religione sono quasi vuote. Gli operatori si occupano dunque di assemblare in contenitori i pezzi, ricoprendoli con cartone, schiuma e plastica, per proteggerli da possibili schegge.