Murale di Marsha Johnson: deturpata la drag queen

Già organizzata una raccolta fondi per pulire l'opera che si trova sotto il cavalcavia del New Jersey Turnpike

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Murale di Marsha Johnson
Un'immagine dell'attivista

Una raccolta fondi permetterà di restaurare il murale di Marsha Johnson che un atto vandalico ha deturpato. Il dipinto dell’attivista dei movimenti LGBTQ+ si trova nel paese d’origine della drag queen, Elizabeth, nel New Jersey.


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Perché un murale di Marsha Johnson?

La raffigurazione è un omaggio a un simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali. La città lancia così un messaggio di tolleranza verso gay, lesbiche e transgender soprattutto alle nuove generazioni. L’opera si trova sotto il cavalcavia del New Jersey Turnpike dall’anno scorso. Una corona di fiori incornicia il volto di Marsha, disegnato accanto a una bandiera del trans pride. Inoltre, un elenco di nomi di alcune personalità queer mette in relazione Johnson ai movimenti LGBTQ+.

Marsha Johnson drag queen

La storia di Marsha è un racconto di affermazione di sé e della propria sessualità. Nato in una famiglia di umili origini il 24 agosto 1945, a 5 anni comincia a vestirsi da bambina. Cresce in un ambiente moralista in cui la famiglia si oppone alle sue inclinazioni e i compagni lo isolano. A 17 anni si trasferisce a New York dove comincia a fare la drag queen col nome con cui è conosciuta. Con costumi vistosi e fiori ad ornarle il capo, Johson si esibisce in spettacoli che hanno anche risvolti sociali e politici.

La rissa alla Stonewall

Famoso l’episodio di cui è protagonista Marsha nel locale Stonewall nella notte del 27 giugno 1969, quando si oppone a una retata della Polizia. Si dice che la lotta sia iniziata perché Johnson ha lanciato un bicchiere contro le forze dell’ordine. Negli anni Settanta entra a far parte del Gay liberation front e fonda la Street transvestite action revolutionaries (Star). Si tratta di un’associazione che fornisce accoglienza a transgender e non-conformi in difficoltà. Andy Warhol la fotografa per il suo impegno verso la comunità LGBTQ+. Archiviata come suicidio, la sua morte è considerata da molti un’aggressione. Infatti, il corpo è stato trovato nei pressi del fiume Hudson il 6 luglio 1992.

La sistemazione del murale di Marsha Johnson

Con della vernice rossa i vandali hanno rovinato il volto di Johnson, atto che ha scosso l’opinione pubblica cittadina. Pertanto il Comitato che ha promosso la realizzazione dell’opera si è mobilitata per ripristinare il murale. L’associazione ha avviato una raccolta fondi con cui realizzare l’intervento, mentre i funzionari della contea intendono creare un altro monumento. Un modo quindi per celebrare l’episodio di Stonewall del 1969.