Muore George Loinger eroe della resistenza anti-nazista

È il primo anniversario della morte di un eroe, uno di quelli che lascia un ricordo indelebile nella memoria dell'umanità.

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Si celebra oggi il primo anniversario della morte di George Loinger.

Chi era

Soldato francese nato il 29 agosto 1910 a Strasburgo da una famiglia di ebrei ortodossi, è morto a Parigi il 28 dicembre 2018 all’età di 108 anni; era il più anziano della resistenza ebraica.

Loinger è passato alla storia come quell’eroe che progettò la nave Exodus e che salvò migliaia di ebrei sopravvissuti alla Shoah.

La sua storia

Dopo aver lavorato alcuni anni per una compagnia di navigazione sul Reno, nel 1932 accettò la carriera di professore di educazione fisica e sport. Creò un club sportivo a Parigi per bambini ebrei e, già prima della Seconda Guerra Mondiale, aveva ospitato giovani profughi ebrei in arrivo dalla Germania.

Scoppiata la guerra, Loinger fu catturato, fatto prigioniero nella foresta di Haguenau e inviato nei campi di lavoro nazisti in Baviera, ma riuscì a fuggire in Germania alla fine del 1940.

Fu così che si unì alla Resistenza nella rete dei partigiani in Borgogna e, tra il 1943 e il 1944 riuscì a salvare oltre un migliaio di bambini ebrei dalla persecuzione nazifascista, partecipando alle attività clandestine dell’Oeuvre de secours aux enfants e portandoli in salvo in Svizzera.

Il suo stratagemma

Ma qual’era il suo piano per la salvezza?

Loinger aveva architettato uno stratagemma. Si prendeva cura dei bambini, li portava a giocare a calcio in un campo fuori città vicino alla frontiera. Quando la palla finiva in fallo laterale, la si poteva recuperare solo entrando in territorio svizzero. Qui i bambini avevano l’ordine di rimanere e non rientrare più in Francia.

Un trucco che insospettì molte persone, che notavano le “sparizioni” dei bambini. E allora Loinger fu costretto a cambiare modus operandi, “sfruttando” ragazzi più grandi che accompagnassero i più piccoli verso la salvezza.

La vicenda Exodus

Finita la guerra, fu coinvolto nella vicenda di Exodus, la nave salpata nel 1947 alla volta della Palestina, che trasportò segretamente quasi 5000 ebrei sotto mandato britannico. Una nave imbarcata dalla Royal Navy britannica, causando uno sciopero della fame di molti dei suoi passeggeri.

In seguito divenne direttore della filiale francese di una compagnia di navigazione israeliana Zim che organizzava pellegrinaggi in Terra Santa e partecipò alla creazione della Confraternita di Abramo.

Nel 1959 il gesuita Michel Riquet, amico di Loinger, diede vita a un atto simbolico di grande impatto di riconciliazione fra tedeschi e francesi, organizzando un ‘Congresso Eucaristico’. Per caricare di significato questa riconciliazione, il sacerdote volle che questo incontro avvenisse su una nave israeliana.

Così Loinger organizzò il viaggio franco-tedesco, portando i riconciliati come ultima tappa a Barcellona, dove gli ebrei erano stati cacciati nel 1492, e dove consegnò al sindaco di Barcellona una Bibbia donata dal vicesindaco di Gerusalemme.

I riconoscimenti

Divenne poi presidente dell’Associazione della Resistenza ebraica in Francia (ARJF), ricevette le insegne di Commendatore della Legione d’Onore nel 2005 e, all’età di 102 anni, fu ricevuto nel 2013 dal presidente israeliano Shimon Peres durante un viaggio in Israele.

È morto all’età di 108 anni, portando con sé storie, ricordi, dolori, sconfitte e vittorie. Molte di esse sono state lasciate alla memoria di tutti attraverso i racconti della sua vita, racchiusi nei diversi libri che ha pubblicato. Tante altre resteranno un ricordo in delebile solo per chi le ha vissute grazie alle gesta di un uomo che ha messo in gioco la sua vita migliaia di volte, tante quante sono le anime che ha tratto in salvo.

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