Muammar Gheddafi il 1° settembre 1969 guida il Colpo di Stato che lo porta al potere in Libia

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Libia: il 1° settembre 1969 il colpo di Stato guidato da Gheddafi.

Un golpe fulmineo, facilitato dalla debolezza di un sovrano ormai sempre più lontano dalla gestione del potere interno e da una situazione politica di incertezza. Nella notte fra il 31 agosto e il 1° settembre 1969 fu portata a compimento la cosiddetta Operazione Gerusalemme, organizzata da alcuni giovani ufficiali militari della Libia (guidati da Muammar Gheddafi) che nel giro di poche ore assunsero il pieno controllo del Paese. In passato si è spesso parlato di una rivoluzione, ma in realtà gli storici, studiando a fondo gli eventi, ad oggi preferiscono parlare di un colpo di Stato.

Infatti, spesso quando si parla di rivoluzione si fa riferimento ad uno stravolgimento che ha avuto anche dei connotati cruenti (basti pensare alla rivoluzione d’ottobre in Russia oppure alla deposizione dello Scià in Iran). Gli eventi che si susseguirono in Libia il 1° settembre non furono particolarmente violenti: ci fu soltanto una vittima in seguito ad un’incomprensione con uno dei congiurati durante un assalto ad una caserma. D’altronde, la situazione politica generale in Libia favorì quello stravolgimento ai vertici del Paese.

Muammar Gheddafi diede l’annuncio del colpo di Stato alla radio.

Il re Idris era ormai anziano e aveva dei problemi di salute, e per questo motivo aveva già deciso che avrebbe lasciato il trono al principe ereditario. Il monarca però in quel periodo era in Turchia, a dimostrazione di come ormai si stesse sempre di più disinteressando alla situazione interna della Libia, dove la gestione della vita politica era finita nelle mani dei militari vicini alla monarchia. Questi ultimi, siccome ritenevano che il principe ereditario non sarebbe stato all’altezza di subentrare al padre in caso di abdicazione o di decesso, stavano già pensando ad un colpo di Stato per instaurare un regime anti-egiziano e anti-nasseriano. Lo schieramento formato da Muammar Gheddafi e dai suoi uomini non fece altro che anticipare le mosse degli ufficiali fedeli al sovrano con l’Operazione Gerusalemme.

L’annuncio di Muammar Gheddafi e il vano tentativo reazionario di re Idris

A partire dalla notte del 31 agosto 1969 i giovani ufficiali libici condussero il golpe in scioltezza, infatti già intorno alle 6:30 del mattino seguente la Libia era ormai quasi totalmente nelle mani del Consiglio del Comando della Rivoluzione (CCR). Gheddafi, sempre più leader del ribaltamento del potere politico, lesse in prima persona alla radio l’annuncio dell’instaurazione del nuovo regime. Il colonnello strappò il microfono di mano allo speaker che, sorpreso e confuso da quanto stava accadendo, aveva iniziato a balbettare e non riusciva a leggere il comunicato.

Il testo del documento era piuttosto chiaro e non lasciò adito ad alcuna interpretazione. Dopo aver invocato Dio, Muammar Gheddafi affermò, rivolgendosi al popolo libico, che «un sol colpo del vostro eroico esercito ha abbattuto gli idoli e mandato in frantumi le immagini venerate». Quindi continuò dicendo senza esitazione che da quel momento sarebbe nata una «libera Repubblica sovrana», ovvero la Repubblica Araba Libica.

Gheddafi alla guida della Repubblica Araba Libica.

In quei momenti il re Idris era in vacanza con la moglie nei pressi del Mar di Marmara e, seppur stanco, quando fu informato del colpo di Stato del CCR ebbe un sussulto e, nel tentativo di reprimere il golpe, si mise in contatto con il governo inglese. Durante il colloquio con le autorità politiche britanniche, il sovrano chiese che fossero rispettati gli accordi stipulati nel 1953 che prevedevano un intervento immediato di Londra in caso di attentato alla monarchia. Dal Regno Unito però gli risposero che l’intesa era valida solo per eventuali aggressioni dall’esterno, mentre quella era una vicenda che si stava consumando all’interno dei confini libici e dunque non rientrava nelle prerogative del trattato.

Gli storici ritengono che il mancato appoggio britannico sia nato dalla consapevolezza degli inglesi della debolezza in cui versava ormai la monarchia libica, dunque guardavano con un certo favore all’avvicendamento ai vertici del Paese che si stava verificando in quelle ore. A questo punto, rimasto solo, re Idris non poté fare altro che riconoscere la sconfitta con una dichiarazione rilasciata ai microfoni di Radio Atene, mentre il principe ereditario garantì il suo appoggio alla nuova Repubblica Libica. Un supporto che sarebbe terminato durante gli anni della Guerra Fredda.

Le riforme della Repubblica Araba Libica

L’avvento al potere di Muammar Gheddafi e l’istituzione della Repubblica Araba Libica ebbero fin da subito delle conseguenze di rilievo. Innanzitutto, dopo intensi colloqui tra Libia, Stati Uniti e Inghilterra, si decise di evacuare la base militare anglo-statunitense di Wheelus Field. Ancora più importanti furono gli accordi sul petrolio: si stabilì che l’85% dei profitti derivanti dal commercio dell’oro nero andassero direttamente a Tripoli, mentre in politica interna furono varate delle riforme per migliorare i comparti dell’istruzione e della sanità.

La storia della Libia dall’epoca fascista ad oggi

Gheddafi non perse di vista la gestione degli affari esteri, cercando di fornire il proprio supporto ai vari movimenti di liberazione che emergevano nel mondo. Su tutti, il leader libico appoggiò diversi Paesi dell’Africa nera e questa collaborazione si rafforzò intorno agli Anni ’90 quando il dittatore rinunciò al proposito di realizzare una federazione araba unita. Intanto si diffuse l’immagine di un Gheddafi quale «oppositore globale» che cominciò a far storcere il naso a diversi governi occidentali.

Il leader di Tripoli fu anche oggetto di alcuni attentati alla sua persona, tra i quali il più eclatante fu il bombardamento di Tripoli e Bengasi organizzato dagli Stati Uniti del presidente Reagan e dal Regno Unito del primo ministro Margaret Thatcher. In seguito cominciarono una serie di piani di riappacificazione e soprattutto dopo gli attentati islamici alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 la Libia diventò un Paese-chiave per cercare di tenere sotto controllo la situazione nel Mediterraneo e in Africa Settentrionale.

Libia: Gheddafi è rimasto al potere fino al 2011.

Il 2011 e il nuovo movimento della Primavera Araba cambiarono il destino di Gheddafi che fu accusato di osteggiare la rivoluzione pacifica del suo popolo che stava cominciando a contestarlo. La guerra civile fu spalleggiata dalla NATO e culminò con il rovesciamento del potere del dittatore. Nell’ottobre dello stesso anno, dopo essersi asserragliato a Sirte, mentre si spostava verso il deserto per proseguire nella sua battaglia di resistenza, Gheddafi fu intercettato e ucciso con un colpo di pistola alla testa.

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