One million Moms: dice no agli Oreo

L'avversione del movimento colpisce ancora

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Quando si è nel bel mezzo di una battaglia, si possono distinguere vinti e vincitori. Frontiere amiche e nemiche. Vi sono poi le parti neutrali. Quelle che non prendono una posizione, e così facendo sostengono di voler dare un messaggio di pace. Peccato che spesso, essere neutrali comporta schierarsi dalla parte dell’oppressore. Eppure, è proprio alla neutralità, che ha gridato il movimento “One million Moms”.

Che cos’è il movimento “One million Moms”?

Quando si tratta di difendere i propri figli, succede spesso che si perda il lume della ragione. Forse perché si tende a vedere il male anche dove non c’è. Il movimento “One million Moms”, è nato al fine di sostenere la cosiddetta famiglia tradizionale. In poche parole, si tratta di di coprire gli occhi dei più piccoli, al fine nascondere loro un pezzo di realtà e normalità da molti considerato scomodo.

L’ultima lotta del movimento “One million Moms”, si occupa di attaccare la famosa azienda Mondelez. Quest’ultima, dichiarata colpevole di aver lanciato una partita di biscotti Oreo a sostegno della comunità LGBTQ+. L’ennesima lamentela da parte di chi predica la pace e l’inclusione, ma pratica la discriminazione. Le mamme di “One million Moms”, si dicono contrarie a tale mossa, in quanto la considerano “una presa di posizione netta, invece di sostenere la neutralità”. Un’accusa ai limiti dell’assurdo, dato che l’intento di Mondelez era semplicemente quello di dirsi a favore dell’inclusività dei diritti umani.

L’esclusività dei diritti

Nel momento in cui un diritto fa parte della nostra vita, succede troppo frequentemente che non ci facciamo caso. Lo diamo per scontato. Non ci accorgiamo che è grazie a quella determinata concessione, che possiamo svolgere parecchie azioni, anche minime, le quali arricchiscono il nostro passaggio su questa Terra. Uno di questi, è l’amore. Un persona eterosessuale occidentale, sa di poter scegliere chi amare. Può dichiarare l’amore che prova verso lei o lui, in maniera libera. Le è concesso stringerla per mano durante una passeggiata.


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Purtroppo, non sempre una persona omosessuale gode della stessa tranquillità. Ci troviamo nel 2020, eppure i casi di violenza agita contro gli individui facenti parte della comunità LGBTQ+ sembra non voler cessare. L’omofobia fa ancora parte di una fetta troppo enorme della popolazione. Ed è proprio combattendo in direzione inversa, contro i diritti altrui, che la si promuove. Remare avversamente, e cercare di portare i propri figli sulla stessa via, non fa altro che incrementare la violenza. Ecco perché il boicottaggio di un’azienda che promuove i diritti umani, fa male a una società già di per sé lesa.

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