Movimento Cinque Stelle: soffiano venti di scissione

0
665
Movimento 5 Stelle: ci sarebbe un rischio scissione.

Dopo il PD toccherà anche al Movimento Cinque Stelle? A pochi giorni dalla formazione del nuovo governo giallorosso, all’interno del Partito Democratico si è consumato lo strappo di Matteo Renzi che ha deciso di andar via, fondando un nuovo partito, Italia Viva. Ebbene, in queste ultime ore – come riportato da Il Sole 24 Ore – sembra che anche tra i pentastellati ci siano forti divisioni che potrebbero consumarsi in una separazione che, soprattutto al Senato, potrebbe creare qualche grattacapo di troppo alla maggioranza.

Accordo M5S-PD: segnali di schiarita

Tra i grillini, infatti, ci sarebbero diverse correnti in disaccordo su vari punti. Innanzitutto la fazione decisamente contraria all’alleanza con il PD, guidata dal senatore Gianluigi Paragone e molto vicina alle posizioni di Alessandro Di Battista, ma non mancherebbe nemmeno la fronda dei delusi, formata da coloro che sono stati esclusi dal Governo Conte-Bis, ovvero gli ex ministri Barbara Lezzi, Danilo Toninelli e Giulia Grillo. Inoltre si conterebbero anche i fedelissimi di Roberto Fico che si sarebbero aspettati qualcosa in più dalle nomine dei sottosegretari e che, all’opposto, si sarebbero ritrovati con un pugno di mosche. Tra questi si farebbe in particolar modo il nome di Luigi Gallo.

Paragone da sempre contrario al governo M5S-PD.

Queste divisioni interne potrebbero sfociare in una divisione soprattutto a Palazzo Madama, dove pare ci siano almeno 25 senatori pronti a seguire Paragone, qualora questi decidesse di abbandonare ufficialmente il Movimento Cinque Stelle, andando a fondare un gruppo autonomo. Il giornalista varesino, così, potrebbe guidare un raggruppamento che si opporrebbe innanzitutto al neonato partito di Renzi. Del resto, proprio il senatore lombardo in questi giorni non ha mancato di evidenziare la sua volontà di contrapporsi all’ex premier, nel momento in cui ha affermato di essere pronto a chiedere che nella prossima legge di stabilità venga messa da parte la riforma targata Renzi sulle bollette per tornare al sistema precedente: «Meno consumi e meno paghi».

Anche Di Battista ha sottolineato che non bisogna sottovalutare l’ex sindaco di Firenze che, anche se ha detto addio al Partito Democratico, vi ha lasciato comunque una serie di paletti che potrebbero influenzare le prossime mosse dei dem.

Movimento Cinque Stelle: evitare il rischio scissione con le nomine dei capogruppo

Barbara Lezzi – ex ministra del Sud – ha lasciato intendere di essere tra coloro che non approvano l’intesa di governo raggiunta con il PD. In particolare, ciò è emerso quando ha criticato la presa di posizione del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che ha elogiato l’accordo stilato tra i due partiti in vista delle prossime elezioni in Umbria. L’esponente pentastellata leccese, infatti, ha dichiarato che certamente tutti gli elettori iscritti alla piattaforma Rousseau non hanno mai dato il benestare ad una maggioranza con PD e LeU, e questo è un aspetto che non andrebbe affatto sottovalutato.

Luigi Di Maio, intanto, attaccato da più parti perché ritenuto responsabile della recente perdita di consensi da parte dell’elettorato, pur dicendosi tranquillo sarebbe pronto a correre ai ripari per evitare qualsiasi rischio di scissione. Il punto-chiave potrebbe essere quello legato alla nomina dei nuovi capogruppo. Il ministro degli Affari Esteri vorrebbe affidare l’incarico al Senato proprio a Danilo Toninelli, intorno al quale potrebbero ritrovarsi gli scontenti grillini qualora si optasse per la fuoriuscita dal movimento.

Toninelli, ex ministro delle Infrastrutture.

L’ex ministro delle Infrastrutture, nonostante durante il suo mandato sia stato attaccato duramente sia da destra che da sinistra, gode della stima e del sostegno di Di Battista che in più occasioni ne ha sottolineato la coerenza. Inoltre potrebbe avere tra i suoi alleati anche Paolo Taverna, il quale non ha mai negato di avere parecchi dubbi sul nuovo governo insieme al Partito Democratico. E così, per provare a mettere a tacere i malumori interni, Di Maio potrebbe sostenere la candidatura di Toninelli come capogruppo a Palazzo Madama, mettendo da parte i favoriti della vigilia, ovvero Gianluca Perilli ed Ettore Licheri.

Per quanto riguarda il capogruppo alla Camera, in questa fase risulterebbe in pole-position Francesco Silvestri (attuale vice-capogruppo). Di Maio comunque sta continuando a stemperare i venti della scissione, dichiarando da New York che non ci sarà alcuna divisione e che le «sfumature interne» sono da sempre la forza del Movimento Cinque Stelle.

Commenti