Movimento Animalista Marche: in campo a difesa del Fai

Due cacciatori sparano colpi ignari della folla presente durante l'escursione del Fai. Nessuna ordinanza del sindaco per incolumità pubblica. Scende in campo a difesa il Movimento Animalista.

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Il Movimento Animalista scende in campo a difesa delle giornate del Fai d’autunno 2020 nelle Marche. Dopo che domenica, in località Canavaccio di Urbino, due cacciatori nell’inseguimento di una lepre hanno sparato due colpi tra la folla radunata per l’escursione. Alcune pallottole avrebbero colpito un uomo, che è rimasto ferito, sfiorando la tragedia e la rissa.

Alcuni presenti si sono avventati sui cacciatori per rimproverarli. A quel punto sono intervenuti una guardia venatoria e un carabiniere della forestale in borghese, calmando gli animi e acquisendo i nominativi dei due cacciatori.

Movimento Animalista: a difesa del Fai Marche

“Profondo rammarico” è stato espresso da Teresa Stefania Dai Prà, coordinatrice regionale del Movimento animalista delle Marche per quanto accaduto. “Ancora una volta l’egoismo e il mancato rispetto delle regole da parte di alcuni cacciatori, evidenziano come la caccia sia una pratica tribale. Attività ben lontana da ogni forma di attività “sportiva”, il cui fine è quello di sparare ad essere viventi innocenti“.

Rincorrere una lepre per sete di vanità e crudeltà, non può avere come conseguenza ferire una persona. Ribadiamo, con assoluta convinzione, l’esigenza di  bloccare la caccia, soprattutto in determinati contesti. Ulteriori episodi di tale gravità non sono accettabili e ci impegneremo in ogni modo perché non si ripetano”.

Possono i cacciatori sparare durante un’escursione del Fai?

Teresa Dai Prà lancia la proposta a tutela dell’incolumità pubblica. Tragedie sfiorate come questa, avvenuta nella giornata organizzata dal FAI, rendono manifesta l’esigenza di chiudere intere zone alla caccia. Siamo del parere di intensificare la presenza dei Carabinieri forestali per garantire il rispetto delle regole. Purtroppo dobbiamo constatare il totale silenzio delle figure istituzionali. Ci auguriamo che quanto prima un tavolo di confronto con tutte le associazioni e con il Movimento animalista”

Per l’articolo 703 del Codice Penale (accensione ed esplosioni pericolose) si tratta di reato. “Ci aspettiamo che qualcuno dei presenti sporga denuncia nei confronti dei cacciatori. Chiediamo al sindaco di emanare un’ordinanza di divieto per le attività venatorie, a tutela della pubblica incolumità”. Lo dichiarano le associazioni Lac Marche e la Lupus in Fabula, sulla stessa linea del Movimento a tutela degli animali, in occasione della seconda giornata del Fai Marche.

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