Movimento 5 Stelle: l’evoluzione che sembra rinnegamento?

0
563
Cambia statuto del M5S

In questi anni di conflitti politici, di estremismo politico, di sovranismo, il Movimento 5 Stelle ha recitato una parte visibile nella politica, ma non sempre chiara. Si intenda bene che il mio riferimento alla chiarezza e relativo all’area politica da occupare e non all’impegno. Ieri in un post, sinceramente non ricordo se Twitter o Facebook, il buon Fratoianni riferisce una frase che porrebbe 5 stelle alla sinistra del parlamento. Una forza alleata su cui far conto.

Movimento 5 Stelle: il momento della svolta?

Non mi metto certo a riportare idee o teorie di illustri colleghi, in quanto non sono loro a dover dare delle conferme alle mie teorie, invece opterei per guardare all’immediata situazione. Sappiamo, come in questi anni, il Movimento abbia inneggiato ad ogni tipo di ribellione politica. Sappiamo come in questi anni abbia devastato di insulti gli odierni colleghi. Sappiamo come in questi anni abbia deliberatamente inneggiato alla rivolta fiscale. Quello che non ricordiamo però, o facciamo finta di non tenere in considerazione è che questo approccio dal nuovo al vecchio non è una novità. Ricordiamo Il Movimento 5 Stelle che inneggiava ad una rivolta sociale, e dimentichiamo la prima Lega che con i suoi forconi e trattori voleva una nuova marcia su Roma. Dimentichiamo le offese del Renzi sindaco rottamatore di Firenze, verso D’Alema, Mussi e altri. Dimentichiamo, che anche questi illustri signori hanno poi fatto pace con il compromesso.


Agenda del Governo Draghi


Perché è una svolta?

È una svolta perché di fatto, il movimento si sta lentamente trasformando in un partito. Questo però, non deve esser visto come un rinnegare se stessi, ma lo considererei una ricerca della maturità. Il Movimento ha prima governato con la Lega, anzi se ricordate bene ha costretto la Lega a piegarsi alle richieste pentastellate. In quegli anni, il governo ha messo insieme un insieme di successi, smontati soltanto dalla follia del capitano. Successivamente ricordiamo il buon governo con il PD, smontato internamente dalla follia di un senza trono: Renzi. Questo comportamento, anche se sembra un continuo voltagabbana, non è altro che una ricerca della maturità politica, della consapevolezza che per fare politica ci vuole confronto, dialettica, diplomazia. Credo che il movimento abbia imparato questo: se vuoi far parte di un parlamento, devi usare diplomazia, confronto e dialettica, anche perché l’etica è l’ultima cosa utile.