Morto Priebke, SS responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine

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– È morto a Roma Erich Priebke, l’ex capitano delle Ss, condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine in cui, il 24 marzo del 1944, furono fucilati 335 tra civili e militari italiani come rappresaglia per l’azione partigiana di via Rasella in cui erano stati uccisi 33 militari delle truppe d’occupazione tedesche.

Priebke aveva 100 anni. A dare conferma della sua morte è stato all’Adnkronos il suo legale Paolo Giachini.
“Il suo ultimo lascito – scrive Giachini in una nota – è una intervista scritta e un video, testamento umano e politico”.
Priebke è morto proprio nel giorno in cui in Vaticano il Papa ha ricordato il 70°anniversario della deportazione degli ebrei di Roma (avvenuto il 16 ottobre 1943) e ricevuto il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni con una delegazione della Comunità ebraica di Roma.
”Di fronte alla morte di Priebke non si piange e non si ride perché in nessuno dei due casi le vittime potrebbero tornare indietro, in vita. Resta l’amarezza per una figura che non si è mai pentita di ciò che ha compiuto e si è sporcata le mani di sangue come tutte le truppe naziste. Ora le sue vittime sono ad attenderlo lassù in cielo, nella speranza che ci sia giustizia divina”. E’ il commento a caldo rilasciato all’Adnkronos da Pacifici.
“La gente senza coscienza vive a lungo “, è il lapidario commento di Efraim Zuroff, del Centro Wiesenthal. “Non ho mai trattato un caso di un nazista che fosse dispiaciuto o mostrasse rimorso per i suoi crimini e Erich Priebke era certamente di quel genere”.
“L’età avanzata – prosegue Zuroff – non deve proteggere chi ha commesso crimini terribili, lo dobbiamo alle loro vittime”. Per il direttore dell’Ufficio di Gerusalemme del Centro Wiesenthal, “la morte di Erich Priebke all’età di 100 anni deve essere un forte monito e ricordarci che molti dei peggiori nazisti vivono in salute fino ad età avanzata e non c’è alcun motivo per ignorarli, semplicemente perché sono nati nel 1917, nel 1920 o nel 1921″.
L’Associazione nazionale partigiani d’Italia dal canto suo pur affermando che ”rispettiamo la persona di fronte alla morte” ribadische che “non possiamo dimenticare le vittime delle Fosse Ardeatine. Erich Priebke – sottolinea il presidente Anpi Carlo Smuraglia – è stato un criminale, al servizio di una dittatura sanguinaria”.
Mentre ad augurarsi “che questa morte non alimenti rigurgiti neonazisti” è il vicepresidente dell’Anpi Roma Elena Improta. “Davanti alla morte siamo tutti uguali ma di fronte a quella di un uomo che ha seminato morte occorre fermarsi a riflettere”, dice all’Adnkronos. “Auspico che si apra una riflessione per tutti – sottolinea – sulla vera storia del nostro Paese”.