Morto Lello Di Segni, sopravvissuto ad Auschwitz

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Lello Di Segni si è spento all’età di 92 anni dopo una vita passata a nascondere con il sorriso le ferite causate dalle barbarie che ha subito a causa dei nazisti, ma anche a raccontare quella che è stata la storia. Aveva 17 anni quando fu deportato ad Auschwitz insieme alla sua famiglia.

Le vicende del 16 Ottobre 1943

Accadde la notte tra il 15 e il 16 Ottobre del 1943. I nazisti iniziarono il rastrellamento del Ghetto ebraico di Roma. avevano scelto quella giornata perché era il giorno di riposo per gli Ebrei che celebravano anche la festa del Sokkoi. I nazisti erano sicuri di trovarne molti e di poterli catturare in massa. Quella notte furono posti al setaccio dalle SS anche i quartieri di Trastevere, Testaccio, Monteverde e Salario. 689 donne, 363 uomini e 207 bambini furono sequestrati. Furono portati a Palazzo Salviati e lì dopo vari controlli furono rilasciati in 227 perché figli di genitori misti. Gli altri furono caricati su un convoglio con 18 carri bestiame e diretti nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Solo 16 di quelle persone riuscirono a sopravvivere, tra cui una sola donna, Settima Spizzichino, morta poi nel 2000.

Anche la famiglia di Lello Di Segni deportata ad Auschwitz

Lello Di Segni aveva raccontato i fatti di quella sera dicendo: “Eravamo tutti e sei in casa: io, mio padre, mia madre e tre fratelli: Angelo, Mario e Graziella. Quasi all’alba sono arrivati, si sono presentati e con una lista di nomi hanno iniziato a perlustrare le stanze , convinti che nascondessimo qualcuno. […] Poi con il mitra dietro la schiena siamo scesi in strada e saliti sui camion”.

Da qui ha inizio l’orrore. Arrivato al campo di concentramento Lello Di Segno ebbe la matricola 157722. Due anni è rimasto nel campo di concentramento di Auschwitz. Nel 1945 tornò nella capitale che però era ormai distrutta.

L’uomo aveva spiegato in un’intervista che si era salvato lavorando molto, facendo tutto quello che gli veniva imposto. Era l’unico modo  che aveva per sopravvivere.

Di Segni riguardo la sua vita post campo di concentramento disse: “In questi anni ho cercato di dimenticare, ma non ce l’ho fatta. Oggi ricordo con dolore e sacrificio, però so’ libero adesso”. Inoltre l’uomo aveva espresso contentezza perché una mostra aveva fatto conoscere alla gente ciò che lui e tanti altri avevano dovuto subire.

La notizia della morte

La notizia della morte è stata data dalla Presidente della Comunità ebraica, Ruth Dureghello che ha detto:   “Con lui viene a mancare la memoria storica di chi ha subito la razzia del 16 Ottobre tornando per raccontarcela. Da oggi dobbiamo trovare il coraggio per essere ancora più forti, per non dimenticare e non permettere a chi vuole cancellare la storia e a chi vorrebbe farcela rivivere di prendere il sopravvento. Alla sua famiglia l’abbraccio dell’intera Comunità”.

Messaggi di cordoglio

Il presidente Sergio Mattarella ha espresso sentimento di cordoglio e vicinanza alla Comunità Ebraica di Roma.

La Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai nazifascisti della Seconda Guerra Mondiale dice: “Man mano che spariscono le persone temiamo solo che sparisca la memoria”. Inoltre ieri mattina ha incontrato i ragazzi del liceo Magistrale Castani per parlare di quest’uomo sopravvissuto e ha aggiunto: “ è rivolgendoci agli studenti e soprattutto agli insegnanti che si può avere una speranza che tutto quello che p successo nel Novecento, per la colpa di essere nati, non diventi solo una riga di un libro di storia e poi nemmeno più quella”.

Anche dal mondo cattolico la Comunità di Sant’Egidio si unisce al lutto della Comunità ebraica di Roma.  Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità ha detto: “ Con Lello Di Segni scompare un testimone fondamentale della Shoah e della memoria storica di Roma, perché il 16 Ottobre resta una ferita indelebile per la nostra città, come abbiamo voluto riaffermare domenica scorsa alla marcia in ricordo della razzia del quartiere ebraico da parte dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale”. Inoltre ha aggiunto: “La sua morte ci invita ad assumerci sempre più questa memoria e trasmetterla alle giovani generazioni: aiuterà a costruire un futuro di pace contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione”.