Rania: un cammino interrotto ma non terminato

Una tragica notizia

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Rania

Ogni essere umano fa parte di un sentiero nascita- morte, che prende il nome di vita. Alcuni camminano sul suolo di questa via in maniera lenta, e arrivano alla meta dopo lunghi anni di fatica. Per altri, al contrario, nonostante abbiano spesso un passo particolarmente rallentato, pare che sia la destinazione ad avvicinarsi a loro. Tuttavia, questi soggetti riescono sovente a piantare semi indistruttibili, che daranno vita ad alberi rigogliosi e dai rami forti. Un esempio, è il caso di Rania, influencer scomparso oggi a soli sedici anni.

Chi è Rania?

Ci stiamo ponendo questa domanda appositamente al presente indicativo. Poiché difficilmente questo personaggio lascerà la mente di chi l’ha conosciuto, anche solo virtualmente. Dunque, Rania è uno youtuber e influencer, ricordato principalmente per i suoi video divertenti e d’incoraggiamento. Questo ragazzo era affetto dalla sindrome di Hutchinson-Gilford, patologia altrimenti chiamata progeria.

C’è chi definisce questa malattia come una sorta di “sindrome di Benjamin Button”, rifacendosi al protagonista dell’acclamata pellicola. Purtroppo, tra Benjamin Button e Rania vi sono due differenze fondamentali. La prima, e anche la più ovvia, è che il Benjamin è un personaggio di fantasia, mentre Rania naturalmente non lo è. Inoltre, chi ha guardato il film, sa benissimo che il personaggio principale va incontro a un processo che lo riporta pian piano allo stato di neonato, dove poi troverà la morte. Una situazione, dunque, totalmente irreale. Infatti, ciò che ha dovuto subire Rania nella sua esistenza, è un progressivo invecchiamento precoce. Questa condizione comporta tutta una serie di complicazioni patologiche, nonché un logoramento graduale del corpo.

Pura resilienza in carne e ossa

Nel momento in cui assistiamo al sorriso, o addirittura alla risata, di una persona malata, affiora alla nostra mente l’idea di forza. Pensiamo a quanto quest’individuo sia straordinariamente forte, nell’affrontare la sua vita nonostante l’impedimento della patologia. In realtà, quando si affronta una malattia, è come se il cervello si modificasse. Ci si immerge in un mondo fatto di cartelle cliniche, espressioni tirate e diagnosi spesso dure da accettare. Poi, si capisce che quel mondo, è il mondo al quale si appartiene. E nonostante tutto, non si può scappare da lì. Ecco perché, ciò che viene spontaneo fare, almeno di frequente, è adattarsi a quell’universo. In modo che sia questo a muoversi al nostro ritmo e non viceversa, per quanto sia possibile. Rania, come altri grandi personaggi alle nostre spalle, è un autentico esempio di resilienza.

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