Morte 180 pecore in alpeggio: non è stato l’orso ma l’uomo

Morte in alpeggio per 180 pecore. Non è stato l'orso ma l'uomo.

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Siamo in val di Barzago, una valle verde della val Rendena, non troppo lontano delle piste da sci di Madonna di Campiglio. Qui pare ci sia un gregge sfortunato che ha subito parecchi decessi durante l’estate, incluso un incidente con il cane da pastore, che ha erroneamente diretto le pecore verso un burrone.

Visto che ci troviamo in Trentino, e visto che da qualche anno si parla di orsi dai nomi composti dalla lettere M- e poi un numero, si potrebbe pensare che la mattanza sia dovuta al plantigrade più ricercato della foresta. Invece, conti alla mano, quest’estate le morti di pecore dovute all’orso sono state 21, mentre qui si parla di un numero 8/9 volte maggiore.

Indagando, anche tramite autopsie alle vittime, la colpa stavolta è solo umana. Incuria del gregge. Il tradizionale e poetico vincolo pastore/gregge qui è chiaramente venuto a mancare. E il motivo è uno solo: i soldi.

La Comunità Europea tramite la Pac – La politica agricola comune – e il Piano di sviluppo rurale provinciale che assegnano la maggior parte dei contributi alle aziende agricole, parliamo di cifre che vanno dal 300 fino ai 1000 euro per ettaro pascolato.

E’ cosi che dal modenese a luglio sono arrivate un considerevole numero di pecore in prestito per poter ottenere i contributi. Pecore che a detta di chi le ha viste, erano già magre, mal nutrite e incapaci di sopravvivere alla montagna, con i pascoli in pendenza e le avverse condizioni climatiche. E infatti il gregge si è decimato.

Morte in alpeggio per 180 pecore. Non è stato l'orso ma l'uomo.

Anche l’Empa e le associazioni in difesa degli animali si sono mosse per chiarire le cause e impedire che questo si sviluppi ancora nei prossimi anni.

Manovre come questa a scapito degli animali purtroppo ce ne sono tante e di diversa tipologia. Ricordiamo la tratta dei cani di razza, come i Bulldog, che vengono spediti cuccioli e in condizioni sanitarie precarie, per essere rivenduti in Italia tramite il web. Il cane spesso non ce la fa a sopravvivere e questa è una delle atrocità che l’uomo compie.

Infondo l’orso stavolta non c’entra, lui che avrebbe ucciso solo per la sopravvivenza. Noi umani siamo peggio quando uccidiamo per il nostro tornaconto.

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