Morta a 96 anni Esther Bejarano dell’orchestra di Auschwitz

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E’ morta Esther Bejarano. La una donna ebrea era sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz grazie alla sua partecipazione nell’orchestra delle ragazze.

Chi ha dato l’annuncio della morte di Esther Bejarano?

Helga Obens, membro del consiglio di amministrazione del Comitato di Auschwitz, ha confermato la morte della donna oggi, 10 luglio. Bejarano è morta tranquillamente nel sonno nelle prime ore del mattino all’ospedale israelita di Amburgo ha detto Obens. “Non ha sofferto“.

I tributi per la Bejarano

Il ministro degli Esteri Heiko Maas l’ha definita una “voce importante nella lotta contro il razzismo e l’antisemitismo” in un tweet. “La meravigliosa Ester Bejarano ha conquistato le persone con la sua vitalità e la sua incredibile storia. Ci mancherà la sua voce“, ha scritto. Bejarano ha portato avanti una campagna contro l’estremismo di destra e la xenofobia per decenni e ha ricevuto numerosi premi per il suo attivismo. Ha cantato canzoni ebraiche e antifasciste, insieme al figlio Joram e alla figlia Edna. Di recente sono stati in tournée in Germania con la band hip-hop Microphone Mafia.


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Chi era Esther Bejarano?

Bejarano è nata il 15 dicembre 1924 a Saarlouis, figlia di un anziano cantore ebreo. I suoi genitori furono assassinati dai nazisti in Lituania nel 1941, mentre lei è stata imprigionata e costretta ai lavori forzati, prima di essere deportata ad Auschwitz all’inizio del 1943. La sua capacità di suonare la fisarmonica le ha salvato la vita. Grazie a questa passione e dote ha potuto entrare nell’orchestra delle ragazze del campo. Emigrò in Israele dopo la guerra, ma tornò in Germania con suo marito nel 1960. Ha fondato il gruppo Coincidence nei primi anni ’80 insieme a suo figlio e sua figlia, e hanno eseguito musica del ghetto e canzoni ebraiche e antifasciste. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per le sue attività artistiche, tra cui la medaglia Biermann-Ratjen della città di Amburgo, la medaglia Carl von Ossietzky assegnata dalla Lega internazionale per i diritti umani e la Croce federale al merito.