Morì oggi John Bonham dei Led Zeppelin, aveva solo 32 anni

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Oggi ricorre la morte del grande John Bonham, batterista dei Led Zeppelin.

Personaggio bizzarro, Bonham trascorse tutti gli anni settanta vivendo di eccessi. All’inizio della carriera, John era talmente mansueto da venire soprannominato “Bonzo” come il cane di un cartone animato; il lavoro con gli Zeppelin lo costrinse a vivere lontano dalla famiglia, che amava profondamente, e questo provocò in lui un vero shock, perché da ragazzo della campagna inglese quale era, si ritrovò a essere una superstar acclamata da milioni di persone, perennemente in viaggio lontano da casa.

I nove album che compongono la discografia dei Led Zeppelin, caratterizzati dalle architetture percussionistiche di Bonham, costituiscono tuttora una delle basi su cui si fonda la batteria nel rock, nell’hard rock e nell’heavy metal.

Bonham incontrò non poche difficoltà nella sua carriera da batterista perché veniva inevitabilmente ritenuto troppo rumoroso, e per un periodo i locali della sua zona giunsero addirittura a non far suonare “gruppi che avessero John Bonham alla batteria”.

Nonostante l’ambiente rurale dove crebbe, Bonham non trascurò mai la sua travolgente passione per i tamburi, anche a costo di venir meno a promesse fatte; quando la sua ragazza, Pat, rimase incinta, andò a vivere con lei in una roulotte: nonostante le avesse promesso di lasciare la batteria per cercarsi un lavoro, pur iniziando a lavorare e persino smettendo di fumare per arrivare a sbarcare il lunario, continuò comunque a dedicarsi anima e corpo, con caparbietà quasi maniacale, al culto delle percussioni e alla personale idea di sound che andava ricercando.

Bonham sviluppò a dismisura la sua già intensa dedizione agli alcolici, a farne regolarmente le spese erano stanze d’albergo, locali, camerini e ignari malcapitati che osavano tentare di riportarlo alla ragione. Per questo, da un certo momento in poi, gli altri membri del gruppo iniziarono a prenotare negli alberghi in cui si recavano delle stanze apposite, non note al batterista, ove trovare riparo in attesa che la sbornia gli passasse.

Il 25 settembre del 1980 si recò più ubriaco del solito alle prove della band, durante le quali continuò a bere. Essendo troppo alterato per continuare a suonare, venne trasportato in una stanza e lasciato là a dormire. Successivamente venne ritrovato morto la mattina successiva, soffocato dal suo stesso vomito.  Bonham aveva solo 32 anni.

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