Morì oggi Giulio Cesare, 15 Marzo 44 a.C.

Morì oggi il grande e famoso imperatore romano Giulio Cesare. Conosciuto da tutti per le sue imprese belliche e per la sua influenza sul popolo romano.

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Ricordiamo così Giulio Gaio Cesare, uno dei personaggi più famosi e potenti della storia.  Militare, console, dittatore, pontefice massimo, oratore e scrittore romano, la sua maestosità è ben nota a tutti come il grande imperatore romano. Fu dittatore di Roma alla fine del 49 a.C., nel 47 a.C., nel 46 a.C. con carica decennale e dal 44 a.C. contribuendo infatti, alla transizione del sistema di governo dalla forma repubblicana a quella imperiale.

Il suo dominio si estendeva fino all’oceano Atlantico e al Reno, grazie alla gloriosa conquista della Gallia. Invase con il suo grande esercito la Britannia e la Germania e a combattere in Spagna, Grecia, Egitto, Ponto e Africa. Insieme a Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso nel 60 a.C nacque il Primo Triumvirato, il quale fu caratterizzato da un accordo strettamente privato, e che quindi non ebbe valore ufficiale. Il suo potere nello Stato romano derivò dall’influenza personale dei Triumviri nella politica della Repubblica, e fu, di fatto, mantenuto segreto per un po’ di tempo come parte del progetto politico dei Triumviri stessi.

Il suo operato provocò la reazione dei conservatori, finché un gruppo di senatori, capeggiati da Marco Giunio Bruto, Gaio Cassio Longino e Decimo Bruto, cospirò contro di lui uccidendolo, il 15 marzo del 44 a.C.

Nel 42 a.C., appena due anni dopo il suo assassinio, il Senato lo deificò ufficialmente, elevandolo a divinità.

L’eredità riformatrice e storica di Cesare fu quindi raccolta da Ottaviano Augusto, suo pronipote e figlio adottivo.

Una curiosità: tra tutti i suoi obiettivi e trionfi ci fu anche il divieto di circolazione per tutti i veicoli a due ruote durante il giorno, per migliorare la circolazione a Roma. Il trasporto delle merci avvenne dunque durante la notte, e il rumore che esso causava, era fonte di grande disturbo per tutti coloro che dormivano.

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