“More Heroes” è una rubrica dedicata alla scoperta dei più grandi nomi che hanno fatto la storia del punk, molti dei quali non conosciuti adeguatamente come meriterebbero. Oggi i riflettori sono puntati sui The Saints.

Gli australiani The Saints, originari di Brisbane, sono tra le prime formazioni punk rock della storia. Attivi dal 1974, la band ha sempre ruotato attorno alla figura del cantante e chitarrista Chris Bailey. Numerosissimi sono stati i musicisti che lo hanno affiancato. Tra questi i due membri fondatori Ivor Hay (batterista e talvolta tastierista) e Ed Kuepper (chitarra). Subito dopo la loro uscita Bailey ha portato avanti il nome della band, indirizzandola sempre di più su uno stile rock’n’roll di stampo cantautoriale. Celebre è un’affermazione di Bob Geldolf, leader dei Boomtown Rats e attivista politico ideatore dei Live Aid e Live Eight, il quale sosteneva: “La musica rock negli anni ’70 è stata cambiata da tre gruppi: i Sex Pistols, i Ramones e i Saints”.

“(I’m) Stranded”

Influenzati da gruppi quali Stooges e MC5 e da artisti rock’n’roll degli anni ’50 come Eddie Cochran, i The Saints ottennero un grandissimo successo nel Regno Unito con il brano, divenuto un classico del punk, “(I’m) Stranded”, registrato con in organico il bassista Kym Bradshaw e autoprodotto da loro stessi. La rivista inglese Sounds lo definì “miglior singolo di questa e di ogni settimana”. Attirò l’attenzione della EMI che decise di scritturarli poiché vedeva nella band i nuovi Sex Pistols. Pochi mesi dopo venne pubblicato l’omonimo primo lavoro, contenente pezzi importanti quali “No Time”, “Erotic Neurotic” e “Wild About You”.

La crisi

Prima dello scioglimento avvenuto nel 1979 seguiranno l’EP “One Two Three Four” e gli album “Eternally Yours” e “Prehistoric Sounds”. Incisi con il bassista Alisdair “Algy” Ward (in seguito nei The Damned), sono lavori in cui l’irruenza punk degli esordi si contamina sempre di più con sonorità rythm and blues, soul e pop, specialmente il secondo. Nello stesso periodo la band è in netta polemica con la EMI e i rapporti piano piano s’incrinano: una situazione nata da una parte dal desiderio dell’etichetta di presentare la band con un look comprendente capelli sparati e abiti stracciati secondo un determinato “stile punk”, dall’altra dalla volontà dei The Saints nel voler mantenere la propria identità. Brani come “Private Affair” e “This Perfect Day” (tratti da “Eternally Yours”) sono eloquenti nel trattare il tema della commercializzazione della scena punk.

I The Saints di Chris Bailey e la carriera di Ed Kuepper

L’insuccesso di “Prehistoric Sounds”, l’abbandono da parte della EMI e le divergenze tra i vari membri fanno si che nel 1979 Kuepper ed Hay (che tornerà per un breve periodo negli anni ’80) lascino il gruppo. Chris Bailey continuerà a fare musica tenendo vivo il nome con l’ausilio di altri musicisti e ottenendo un buon successo. L’ultimo lavoro dei The Saints risale al 2012. Nel contempo rilascia anche diversi lavori a suo nome. Degna di menzione è anche la prolifica carriera di Ed Kuepper, riconosciuto come uno dei più influenti musicisti australiani: oltre che come solista, ha fondato la band d’avanguardia Laughing Clowns (con cui farà musica fino al 1985) e gli Aints negli anni’90 di stampo più grunge. Superati i vecchi rancori, si è ritrovato in alcune occasioni assieme agli ex compagni Bailey ed Hay a suonare i vecchi classici dei The Saints.

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