“More Heroes” è una rubrica dedicata alla scoperta dei più grandi nomi che hanno fatto la storia del punk, molti dei quali non conosciuti adeguatamente come meriterebbero. Oggi i riflettori sono puntati sui Métal Urbain.

Tra le band più originali e importanti della scena punk europea, un posto d’onore spetta ai francesi Métal Urbain. Fondati nel 1976 essi affiancano alle chitarre i sintetizzatori e la drum machine ottendendo un sound particolare da molti definito “electro-punk”. Scioltisi nel 1980, dopo una breve reunion a metà degli anni’80 il loro nome scompare definitivamente. Tornano in piena attività nel 2003 e di nuovo, dopo una pausa intrapresa agli inizi del 2010, nel 2015. Alla guida di tutte le formazioni troviamo il cantante e tastierista Éric Débris e il chitarrista Hermann Schwartz. Della line up originale facevano parte il cantante Clode Panik, i chitarristi Rikky Darling e Pat Lüger e il tastierista Zip Zinc.

Nei prima fase di carriera la parabola dei Métal Urbain risultò molto tormentata: osteggiati in patria, dopo l’incisione del primo, leggendario singolo nel 1977 “Panik/Lady Coca Cola” si trasferiscono in Inghilterra. A dispetto dei buoni responsi nei concerti e l’incisione di altri due singoli quali “Paris Maquis/Clé De Contact” (1977, primo disco rilasciato dalla storica etichetta Rough Trade) e “Hystérie Connective/Pop Poubelle” (1978) la band non ottiene nessuna fortuna e da lì a poco si scioglie. Nel 1981 venne pubblicato l’album “Les Hommes Morts Sont Dangereux”. Si tratta di una raccolta contente i brani dei precedenti singoli e del materiale inedito, il che la rende una sorta di album d’esordio. Alcuni di essi furono registrati in Inghilterra durante una Peel Sessions su richiesta dello stesso dj John Peel, grande estimatore del gruppo.

La copertina dell’album “Les Hommes Morts Sont Dangereux” (1981)

Durante la prima reunion, i Métal Urbain hanno rilasciato nel 2006 un secondo lavoro intitolato “J’Irai Chier Dans Ton Vomi” che ha visto la produzione e la partecipazione dell’ex cantante dei Dead Kennedys Jello Biafra. A seguire “Crève Salope” del 2008 in cui la band ha riregistrato 8 classici del suo repertorio corredati da altrettanti video.

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