Ogni anno in questo angolo di Svizzera si esibiscono i migliori artisti del mondo. Da qui sono passati i grandi, da Daviv Bowie ai Deep Purple.

Il Montreux Jazz Festival è stato fondato nel 1967 da Claude Nobs, non solo un promoter e visionario, ma anche un ex pompiere volontario che nel 1971 portò in salvo una ventina di spettatori rimasti intrappolati in un incendio scoppiato nel casinò della città, subito dopo il concerto di Frank Zappa, con le fiamme appiccate da un fan impazzito. La struttura finì in cenere e l’immagine del fuoco riflesso sul lago di Ginevra inspirò le chitarre dei Deep Purple che scrissero una delle canzoni più importanti della storia del rock: Smoke on the water. E subito dopo vollero registare proprio a Montreux il loro album Machine Head, al Grand Hotel Suisse-Majestic, dove oggi una targa ricorda ai passanti quegli anni meravigliosi.

Di anno in anno la storia del Festival si è arricchita di aneddoti che gli appassionati si passano di edizione in edizione (la 52esima si è conclusa lo scorso 14 luglio). Come la storia incredibile di Aretha Frenklin, arrestata dalla polizia cantonale perchè creduta pazza da una coppia di anziani in villeggiatura che allertarono la gendarmeria dopo essere stati svegliati nel cuore della notte da questa minuta donna, in piedi sull’imbarcadero, rivolta verso le montagne a cantare a squarciagola. E poi Prince, che nel 2013 chiese a un tassista di portarlo a visitare le vinerie che circondano la città e subito dopo scrisse il brano Lavaux, dedicato alle viti coltivate sul lago. E ancora David Bowie e Freddie Mercury, che a Montreux vissero per un lungo periodo dopo gli eccessi berlinesi e registrarono Under Pressure.

Noto è lo chalet del fondatore del festival Claude Nobs, “Quella casa è uno scrigno di segreti e forse un giorno l’apriremo al pubblico” racconta Mathieu Jaton, direttore del festival. “C’è il divano sul quale si addormentava Michael Jackson, il kimono preferito di Freddie Mercury con cui si esibiva per gli amici. Il cappello dei Jamiroquei e i guantoni usati da Sylvester Stallone nel primo Rocky e donati al Montreux Jazz Festival, di cui è uno storico fan”.

Per la prossima edizione del 2019 è già stato annunciato il concerto di Elton John che chiuderà la sua carriera cinquantennale. Ci sarà anche Paul McCartney, che a montreux non ha mai suonato; un’altra leggenda vivente che vedrà le jam session impazzire tutta la notte, al Funky Claude’s Bar e al Montreux Jazz Café. Pubblico e artisti a bere assieme al Belvedere dopo i concerti. Tuffi all’alba dal pontile e musica sui battelli e allo Strobe Klub. Per un paio di settimane gli spiriti della musica si raccolgono in questo angolo di Europa protetto dalle montagne prima di ricominciare il loro inverno spettrale nell’attesa di ritornarci.

 

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