Montezemolo: “La Ferrari per Enzo era come una donna bellissima”

Intervistato dal Corriere della Sera, Montezemolo ha parlato di Enzo Ferrari ma anche di Gianni Agnelli e di Sergio Marchionne.

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Luca Cordero di Montezemolo ex Ferrari
Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente Ferrari (screenshot Instagram).

Luca Cordero di Montezemolo il 31 agosto compirà 75 anni. L’imprenditore bolognese ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera nella quale si è soffermato sulla sua lunga esperienza nei grandi marchi italiani dell’automotive, dalla Ferrari alla Maserati, passando per la Fiat. È stata un’occasione anche per raccontare degli aneddoti sui grandi del passato che ha conosciuto e con cui ha lavorato, a partire da Enzo Ferrari, con il quale ha sempre avuto un rapporto speciale.

Montezemolo: “Ferrari aveva un talento naturale per il marketing”

Montezemolo è stato presidente della Ferrari dal 1991 al 2014. In merito alla sua esperienza al cavallino rampante, ha dichiarato che sotto la sua gestione c’è stata una rivoluzione nei modelli delle vetture. Inoltre ha evidenziato come ci sia stato un grosso incremento del fatturato e, sulla Formula 1, ha detto: “Ho vinto 19 mondiali tra costruttori e piloti”. La collaborazione con Enzo Ferrari è iniziata nel 1973 quando il Drake gli chiese di fargli da assistente. Al Corriere della Sera l’ex dirigente dell’azienda di Maranello ha svelato che Ferrari gli ha insegnato due cose fondamentali: “Non arrendersi quando le cose vanno male; chiedere sempre di più, a se stessi e ai collaboratori, quando le cose vanno bene”. Subito dopo ha continuato: “Aveva un talento naturale per il marketing: il cavallino di Baracca, le auto tutte rosse. La Ferrari per Enzo era come una donna bellissima, che si fa desiderare”.

“L’eleganza del mito”: la mostra delle Ferrari di Gianni Agnelli

“Gianni Agnelli era molto italiano”

Luca di Montezemolo ha guidato anche la Fiat dal 2004 al 2010, e ovviamente ha conosciuto molto da vicino Gianni Agnelli. Nell’intervista ha immediatamente chiarito: “Agnelli era diverso da come lo raccontano. Ad esempio era molto italiano. Amava il calcio, le auto. Non era affatto disinteressato al cibo. Mi chiamò in Fiat a riorganizzare le relazioni esterne. Poi a dirigere la Cinzano”. Più tormentato, invece, il rapporto con Romiti: “Abbiamo avuto alti e bassi. Non era una persona facile”. Nonostante ciò: “Fu Romiti a telefonarmi nel 1991 per propormi di tornare in Ferrari“.

Montezemolo su Marchionne: “Credo che volesse diventare il numero 1 della Ferrari”

In passato Montezemolo ha definito Sergio Marchionne “un assoluto dittatore”. Al Corriere della Sera ha spiegato perché diede del compianto manager canadese questa definizione: “A me stava bene, avevo altre cose da seguire – ha detto l’ex presidente di Maserati – Era naturale che nel tempo dovessi lasciare, anche perché non avrei mai portato la Ferrari in Borsa”. L’imprenditore bolognese ha poi continuato: “Ferrari va gestita diversamente. Inoltre credo che della Ferrari Marchionne volesse diventare il numero 1; non solo gestore, ma azionista. Ci rimasi molto male per il modo”.