Montesquieu: i poteri nello Spirito e Difesa delle leggi

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Montesquieu è un filosofo, politico, giurista e storico francese di quasi fine ‘600 e prima metà ‘700. La notorietà del letterato emerge dal pensiero politico, che distingue il ruolo dei singoli poteri. A fronte di ciò, gli studi dello storico francese esprimono una nuova concezione del diritto, attraverso differenti ordinamenti in ambito politico, filosofico e sociale. Tra le opere di prestigio dello scrittore c’è Spirito delle leggi, successo e pilastro delle leggi costituzionali moderne.

Montesquieu chi è?

Montesquieu nasce a La Brède il 18 gennaio 1689 e decede a Parigi il 10 febbraio 1755. In origine, Charles Louis de Secondat e Barone di La Brède, oltre che Barone di Montesquieu. Dalla famiglia che ricopre il potere nobile della toga aquitana, l’ascendenza del casato appartiene ad illustri nobili giuristi, della Nuova Aquitania, nel territorio francese.

I genitori sono Jacques de Secondat e Barone di Montesquieu, mentre la madre è Marie Françoise de Pesnel e Baronessa di La Brède, nei pressi di Bordeaux. Inoltre, Charles compie i primi studi, presso il Collegio dei Padri Oratoriani a Juilly, dove intraprende il percorso giuridico. In seguito, Charles conclude gli studi collegiali e diventa consigliere, presso il Parlamento di Bordeaux, nel 1714.

Montesquieu: la vita privata

Nel 1715, Charles Louis de Secondat decide il matrimonio con Jeanne de Lartigue, donna nobile di discendenza ugonotta, con la quale condivide una consistente dote.

Montesquieu: gli studi ed il pensiero

Intorno agli anni Venti, Montesquieu riceve in eredità da uno zio del denaro, il titolo nobiliare ed il ruolo di Presidente del Parlamento. Di fatto, il politico approfondisce le proprie conoscenze, nell’interesse delle problematiche giuridiche, scientifiche e della fisica.

Consegue l’accoglimento del letterato, presso l’Accademia della Scienze di Bordeaux, dove discute diversi argomenti, sulle materie. In seguito, il pensiero religioso di Montesquieu accoglie gli ideali illuministi, con la definizione di instrumentum regni.

Ma l’influenza della corrente che esalta la ragione conduce lo storico francese, alla lettura della Dissertation sur la politique des Romains en matière de religion. A ragion per cui, l’atteggiamento del giurista verso l’opera diviene critico, per l’opposizione ideologica con la Chiesa. In seguito, il filosofo diffonde diversi suoi scritti di riflessione sociale, nell’analisi di costume e della società dell’epoca, con riferimenti ironici e di satira.

Carriera ed opere

Nel 1726, Montesquieu a causa dei debiti decide la vendita della propria carica, con la possibilità di mantenere il diritto di eredità sulla stessa. Dopo qualche anno, il politico ottiene l’elezione, presso l’Académie française. Di fatto, il filosofo intraprende diversi viaggi, tra cui: Ungheria, Europa, Austria, Italia, Germania, Inghilterra e Paesi Bassi. A fronte di ciò, Montesquieu durante la permanenza nei vari Paesi studia degli stessi, i costumi e gli aspetti economici, geografici e politici.

Di fatto, il giurista aderisce all’Associazione umanista della Massoneria, presso la Loggia della Horn Tavern, di Londra. In seguito, il filosofo francese pubblica l’opera Lo spirito delle leggi, dove stabilisce le linee fondamentali delle Scienze sociali ed economiche, con l’attenzione sul pensiero liberale.

Tra le principali opere letterarie dello storico francese, ci sono: Lettere persiane, Tempio di Cnido, Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza, Dialogo tra Silla ed Eucrate, Lo Spirito delle leggi. Seguono anche gli scritti: Difesa dello Spirito delle leggi, Lisimaco, Geographica ed altri. Il filosofo francese decede a Parigi il 10 febbraio 1755, all’età di sessantasei anni.

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