Monte Bianco, ghiacciaio a rischio crollo: il sindaco di Courmayeur corre ai ripari

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Monte Bianco: allarme crollo ghiacciaio.

Continua a farsi sentire e a generare preoccupazione l’effetto dei cambiamenti climatici sul pianeta. Uno degli ultimi allarmi viene proprio dall’Italia, esattamente dal Monte Bianco, dove c’è un ghiacciaio che sta pericolosamente e velocemente scivolando verso il basso, e il cui crollo potrebbe anche mettere a repentaglio la vita delle persone che abitano nelle vicinanze. Questo è indubbiamente l’ennesimo segnale di un riscaldamento globale che sta drammaticamente riducendo la distesa bianca di ghiacci lungo il pianeta, a partire dalle grandi pareti della Groenlandia.

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Tornando in Italia, lo stato di allerta si è diffuso in queste ultime ore, ovvero dopo la pubblicazione di un’ordinanza del Comune di Courmayeur, firmata dal sindaco Stefano Miserocchi. Nel documento si legge che in questi ultimi tempi sono aumentate le segnalazioni giunte dalla Fondazione Montagna Sicura e dagli organismi regionali relative al rapido scivolamento del ghiacciaio Planpincieux. Siccome l’enorme massa di ghiaccio si sta muovendo verso il fondo valle e c’è un rischio di crollo, si è deciso di chiudere la strada comunale per la Val Ferret e quella interpoderale per Rochefort. Inoltre è stata annunciata l’evacuazione di coloro che risiedono nelle zone circostanti per garantire l’incolumità ai cittadini.

Monte Bianco: la planimetria del ghiacciaio in rapido spostamento.

D’altronde, il ghiacciaio Plancinpieux ha una grandezza stimata di 250mila metri cubi (paragonabile ad almeno 10mila container delle navi cargo) e il suo rapido spostamento di 50-60 centimetri al giorno potrebbe abbattersi su boschi, strutture, case e alberghi. Gli esperti hanno riscontrato che in questa fase il ghiaccio sta scivolando lungo l’acqua di fusione causata da un’estate a dir poco bollente, ma anche dalle temperature elevate di queste prime giornate d’autunno. Questa formazione nevosa sorge nelle vicinanze della Grande Jorasses, una delle vette del Monte Bianco più conosciute e apprezzate al mondo. Proprio qui nei primi giorni del mese era stata ordinata la chiusura del rifugio Boccalatte, sempre per il timore di un imminente crollo. Nel giro di pochi giorni, dunque, la situazione è ulteriormente peggiorata, e pare che anche un’altra area della montagna possa collassare da un momento all’altro.

Monte Bianco: il «terremoto delle nevi» causato dai cambiamenti climatici

Gli studiosi stanno osservando con attenzione anche la barriera di ghiaccio del Whymper, conosciuta anche come Sir Edward in omaggio a colui che nel 1865 giunse per primo sulle Jorasses per poi approdare sul Cervino. Quest’ampia zona della montagna è stata chiusa al passaggio perché si stima che (purtroppo) prima o poi possano arrivare a staccarsi ben 150 metri cubi di ghiaccio. Al contempo, però, adesso ciò che preoccupa maggiormente è proprio il veloce spostamento verso il fondo valle del Planpincieux.

La Fondazione Montagna Sicura ha fatto sapere che l’enorme scudo di ghiaccio in questo momento risulta fragile come non mai, perché presenta numerose crepe e aperture che starebbero continuando ad ampliarsi. Dunque, una sorta di «terremoto silenzioso» starebbe scuotendo il Monte Bianco, e tutto sarebbe partito proprio con l’allerta nei pressi del rifugio Boccalatte, dove un crepaccio e una piega avrebbero provocato – insieme alla fusione – lo scivolamento della massa gelida verso il basso che da un momento all’altro potrebbe andare a rovinare sulla vegetazione, sulla roccia ma anche e soprattutto su ville, case e strutture ricettive.

Ricordiamo che già nel 2017 il Plancinpieux aveva generato un bel po’ di preoccupazione, infatti in quell’occasione si staccarono circa 50mila metri cubi di ghiaccio che, per fortuna, andarono a finire nel torrente, senza danneggiare abitazioni ed altri edifici. Adesso però il conglomerato di ghiaccio sarebbe ben più ampio, e per questa ragione gli studiosi hanno ampliato la portata del monitoraggio, al fine di evitare che un eventuale e repentino distacco possa tramutarsi in tragedia.

Monte Bianco: rischio crollo per i ghiacciai.

Le attività di controllo dello stato dei ghiacciai del Monte Bianco (e non solo) sono state incrementate in questi ultimi anni in cui la temperatura media mondiale si è sensibilmente innalzata. Ad esempio, l’allerta riguardante il Plancinpieux è stata inoltrata dopo un’attenta osservazione tramite il controllo fotografico di CNR, Montagna Sicura e Regione Valle d’Aosta: questo sistema tecnologico immortala quasi in tempo reale i movimenti del ghiacciaio, e quando la velocità di scivolamento è risultata troppo elevata e anomala, è partita la luce rossa di allarme.

I glaciologi di Davos, in Svizzera, che affiancano gli uomini di Montagna Sicura in quest’opera di monitoraggio, ritengono che soltanto se ci fosse un inverno rigido e duraturo, con temperature basse, si potrebbe in qualche modo arginare il continuo collasso e spostamento verso il basso delle pareti ghiacciate del Monte Bianco.

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