Monte Argentario (Grosseto) – Comandante Vigili Urbani spara al figlio è poi si toglie la vita 

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Non sono ancora stati chiariti motivi che hanno spinto il comandante della polizia municipale di Monte Argentario, Loredana Busonero, 55 anni, a sparare, con la pistola d’ordinanza, al figlio Francesco Visconti, 17 anni, prima di rivolgere l’arma verso se stessa e togliersi la vita. La storia familiare di Loredana è segnata dal suicidio del padre nel 1986 e dalla morte prematura del marito nel 2015.
La tragedia è accaduta, questa mattina poco prima delle 8 nella loro casa, una villetta a schiera sulla strada panoramica via del sole, a Porto Santo Stefano (Grosseto). L’allarme è stato dato dai vicini che hanno sentito gli spari. Subito sono accorsi i sanitari del 118 e i carabinieri.
Il ragazzo sarebbe stato colpito alla testa mentre ancora dormiva nel suo letto: doveva essere portato con l’elisoccorso all’ospedale Le Scotte di Siena ma è morto prima del trasferimento.


Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Orbetello con il coordinamento del pubblico ministero Maria Navarro della Procura di Grosseto. L’abitazione e l’ufficio in Comune della donna sono stati sequestrati dalla famiglia. Per ora non sarebbe stato trovato nessun biglietto scritto da Loredana Busonero per spiegare i motivi del tragico gesto. Al vaglio degli investigatori anche i personal computer in uso al comandante dei vigili urbani e le sue carte personali.
Loredana Busonero, laureata all’università di Siena, era entrata a far parte del corpo di polizia municipale di Monte Argentario nel 1993. E nel 1997, quando già era comandante, aveva sposato l’allora sindaco della cittadina, l’avvocato Marco Visconti. Il 15 maggio 2015 a soli 56 anni, il marito è morto per un’improvvisa emorragia interna.
La donna era da tutti conosciuta e stimata in paese e il gesto di questa mattina a loro parere non può essere spiegato con il dolore per la scomparsa del marito. Non risultano, al momento, ombre nella vita del comandante polizia municipale di Monte Argentario.
In passato era finita a processo per una duplice accusa di abuso di ufficio per una vicenda di concessioni demaniali, ma era stata assolta in entrambi i procedimenti. Loredana Busonero, fino a ieri, si è recata a lavoro senza che nessuno scorgesse segni di sofferenza. “Mi sembrava tranquilla come sempre”, ha detto il sindaco Arturo Cerulli, che ha però riferito che alcuni conoscenti avevano descritto la donna “più nervosa del solito negli ultimi giorni”.
Il figlio Francesco Visconti, che il prossimo 2 agosto avrebbe compiuto 18 anni, non avrebbe mai dato dei problemi alla madre. Frequentava con profitto il liceo scientifico a Orbetello e con gli amici era impegnato nei preparativi della festa di compleanno. “Francesco era un ragazzo bravo, bello, alto, il figlio che ogni genitore vorrebbe avere”, ha sottolineato il sindaco Cerulli.
Cerulli si è trattenuto per ore sul luogo della tragedia insieme alla sua vice, Priscilla Schiano.
“Siamo di fronte a un omicidio-suicidio – ha detto il sindaco – che appare inspiegabile. Il paese è sconvolto da questa tragedia, tutti siamo scossi, rivoltati, piegati dalla costernazione e dal dolore. Mai ci saremmo aspettati una cosa del genere, accaduta all’apparenza senza alcun motivo. Ci sentivamo e vedevamo quasi tutti i giorni e anche ieri ci siamo sentiti per telefono e poi incontrati di persona per parlare dei problemi quotidiani. Sono scioccato da questa tragedia commessa da Loredana, un’eccellente dipendente comunale, da tutti conosciuti e stimata per il suo lavoro”.
Le salme di Loredana Busonero e del figlio Francesco Visconti sono state trasportate all’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il pm Navarro ha disposto le autopsie sui corpi. Sul posto dell’omicidio-suicidio per i rilievi anche il nucleo scientifico dei carabinieri e il nucleo investigativo.

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