Monferrato un mosaico di vini e paesaggi

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Distretto Unesco piemontese
Un paesaggio di Langhe e Monferrato

Uno sguardo al Monferrato vitivinicolo, terra d’incredibile biodiversità. Caratterizzato dai colori dell’agricoltura, il territorio è prevalentemente collinare. Vi si trovano immensi prati verdi, campi di grano dorati, fitti boschi e km di vigneti. La qualità fondamentale della zona sono proprio i diversi tipi di terreno presenti che permettono la coltivazione di molteplici tipi d’uva. Utilizzata, in seguito, per la produzione di vini pregiati conosciuti in tutto il mondo.

Monferrato: storia o leggenda?

La leggenda racconta che i confini della regione vennero definiti dalla determinazione del Marchese Aleramo. Nel X secolo s’innamorò di Alasia, figlia dell’imperatore Ottone I. Con lei, fuggì sulle colline del Piemonte meridionale. Terre ottenute da suo padre Guglielmo in feudo dal Re d’Italia Rodolfo di Borgogna. Ottone I, perdonato Aleramo, in segno d’amicizia decise di condergli tanti terreni quanti ne fosse riuscito a cavalcare in tre giorni e in tre notti. Preso il miglior cavallo a disposizione partì. Non potendo fermarsi dai maniscalchi per non perder tempo utilizzò un mattone per ferrare gli zoccoli del quadrupede. Da qui “Mun” e “Fra” cioè mattone per ferrare. Così nacque il Monferrato. Se non si vuol credere alla leggenda, allora sappiamo per certo che Guglielmo e Aleramo furono i primi feudatari della dinastia Aleramica, nonché i primi a governare il territorio che oggi è il Monferrato.

Terre monferrine

Regione con 2 province Asti e Alessandria. Si divide in 3 zone: il Basso Monferrato, che comprende le colline settentrionali vicine a Casale Monferrato. Il Monferrato Astigiano di cui fa parte la provincia di Asti. L’Alto Monferrato rappresentato dalle zone dell’Acquese, le colline del Moscato e le terre di Gavi. Peculiarità della zona sono proprio i diversi tipi di terreno, argillosi e sabbiosi verso Asti e arenacei in direzione di Casale. Dove si estrae, inoltre, la pietra da Cantone presente nelle costruzioni più storiche del paese. Degni di nota sono anche gli Infernòt e le Cattedrali Sotterranee. I primi, locali scavati nella roccia a fare le veci di cantine domestiche utilizzati per l’affinamento e la conservazione dei vini. Le seconde, articolati sistemi di gallerie costruiti sotto le colline dedicate anch’esse all’affinamento dei vini più pregiati.


Fotografare l’autunno in Monferrato


Vini e aziende agricole: Duchessa Lia tra le più conosciute

Tra le etichette monferrine per eccellenza troviamo, senza ombra di dubbio, il Barbera del Monferrato DOC tra i rossi e il Cortese dell’Alto Monferrato DOC tra i bianchi. Il Barbera, di buona struttura ricorda un bouquet di frutti rossi, coltivato nelle zone tra Asti e Alessandria. Un vino vivace alleggerito da una piacevole bollicina. Facile da abbinare si presta bene con tutto anche se a noi piace consigliarlo con carni d’arrosto, con la pasta all’uovo o con la bagna cauda. Il bianco, prodotto da uve Cortese tra l’Alessandrino e l’Astigiano si distingue per il suo delicato colore giallo paglierino tendente al verdolino. Il profumo racconta di frutta a polpa gialla e fiori. Il Protagonista per eccellenza all’ora dell’aperitivo grazie alle sue leggere bolle, ottimo da abbinare anche con fritture, zuppe di pesce, creme e flan di verdure.