Mondiali in Qatar: che fifa

La Fifa ancora non prende una posizione netta nei confronti del governo qatariano

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Si sta avvicinando lo spettacolo delle contraddizioni dal titolo Qatar 2022. Manca ancora un anno e mezzo ai prossimi mondiali qatariani ma sono già vivissime le considerazioni sui cantieri qatariani. Infatti in 10 anni di lavoro ci sono stati più di 6500 morti.

Qatar 2022

Secondo un’inchiesta del Guardian, i lavori per la costruzione degli impianti di Qatar2022 stanno andando avanti rapidamente. Tutto ciò a dispetto dei 6500 lavoratori morti da quando sono stati assegnati in mondiali di calcio al paese del Golfo. I lavoratori sono per lo più migranti provenienti dagli stati dell’Asia meridionale India, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka e Pakistan. I dati provenienti da questi cinque paesi si basano sul decennio 2011-2020 (2010 dal Pakistan). Addirittura, i numeri dei morti potrebbero essere anche più alti se si includono le stime dei lavoratori provenienti dalle Filippine e dal Kenya. Oltre ai decessi avvenuti negli ultimi mesi del 2020.

Diritti dei lavoratori in Qatar

La questione dei diritti umani in Qatar è nota a tutti dall’inizio dei lavori nel 2011. Mister Gianni Infantino è stato più volte interrogato sulla questione dei lavoratori migranti. Il presidente ha detto che la Fifa sta facendo tutto il possibile per garantire le condizioni di vita migliori per i lavoratori nel paese. Ma negli anni precedenti è stato ampiamente riferito dalle testimonianze, raccolte dal Guardian, che le imprese edili del Qatar sottopagavano regolarmente i lavoratori stranieri. Tali imprese confiscavano i passaporti all’arrivo in Qatar e li costringendo quindi alla schiavitù perpetua.


Rapporti Roma-Doha


Sfruttamento 2.0

Il Qatar ha effettivamente compiuto una serie di riforme per migliorare le condizioni dei lavoratori. Ma queste riforme, secondo Amnesty International, non vengono adeguatamente applicate. Ciò significa che molte aziende non stanno trattando i propri lavoratori in modo equo. Inoltre i datori di lavoro hanno un controllo eccessivo sulla loro vita, sia per il numero eccessivo di ore che sulla loro possibilità di poter cambiare lavoro senza ripercussioni o minacce. Quando i lavoratori migranti vengono sfruttati è molto difficile per loro ottenere giustizia o un risarcimento poiché non possono iscriversi ai sindacati o lottare collettivamente per migliorare le proprie condizioni di lavoro. Chissà cosa direbbe Marx di questa nuova forma di sfruttamento.

Tappe per il minimo salariale

In agosto 2020, il Qatar ha abolito una norma che impediva al lavoratore straniero di cambiare occupazione senza il consenso del proprio datore di lavoro. Tale pratica era una consuetudine legittima per il Paese del Golfo poiché poneva il lavoratore straniero in una relazione di totale subordinazione rispetto al suo datore di lavoro. Lo scorso 13 marzo è entrata in vigore una nuova legge che introduce il salario minimo per i lavoratori stranieri impiegati nel paese. Si tratta del primo provvedimento di questo tipo adottato nell’intera regione del Golfo, stabilendo un salario minimo mensile di 1.000 rial (233 euro) per tutti i settori e le nazionalità. Secondo ILO, Intenational Labour Organization, più di 400000 lavoratori ne beneficeranno direttamente, equivale a dire il 20 per cento del settore privato. Però a dieci anni all’inizio dei lavori ed almeno 6500 morti nei cantieri è tardi.


Rapporti internazionali del Qatar


Morti di lavoro in Qatar

Per l’organizzazione FairSquareProjects il problema principale è che i record dei morti non sono classificati in base al luogo di lavoro o all’occupazione, ma è probabile che i lavoratori morti siano deceduti nei progetti infrastrutturali per la Coppa del mondo. Le analisi dell’organizzazione rivelano l’incapacità del Qatar nel proteggere i suoi 2 milioni di lavoratori migranti e di analizzare adeguatamente l’alto tasso di morti tra i lavoratori in gran parte giovani.

Le classificazioni dei decessi

Il numero dei suicidi e delle morti naturali dovute alle scarse condizioni igieniche nei luoghi in cui i lavoratori risiedevano è alto. Le cause delle morti più frequenti sono: ferite multiple dovute a cadute dall’alto, asfissia dovuta ad impiccagione, causa indeterminata per decomposizione. Ma la più comune è la morte naturale attribuita ad insufficienza cardiaca o respiratoria. Queste classificazioni avvengono senza una vera autopsia, senza la quale non si può fornire una spiegazione medica legittima. Una delle principali cause di morte è attribuibile allo stress termico che i lavoratori affrontano quando lavoravano all’aperto.


Petizione di Amnesty International


Calciatori e diritti umani

Nelle recenti partite di qualificazioni mondiali 2022 sia la nazionali tedesca che quella norvegese hanno indossato una maglietta, durante l’ascolto degli inni nazionali, a favore dei diritti umani trascurati in Qatar. Mostrando, così, la loro faccia al fine di denunciare le condizioni dei lavoratori migranti ed a favore della libertà di espressione violata. Sulla maglietta della Norvegia c’era scritto: “diritti umani dentro e fuori dal campo”. Mentre i giocatori della nazionale tedesca avevano scritto sulla maglietta le 11 lettere di human rights suddivise per gli 11 calciatori schierati. Questa forte presa di posizione da parte delle due nazionali è molto importante in relazione alla scarsità di soluzioni intraprese dalla Fifa per la tutela dei lavoratori in Qatar. Inoltre anche Amnesty International ha esortato la Fifa a tener fede alle proprie responsabilità in materia di diritti umani. Difatti si può firmare una petizione per la tutela dei diritti umani dei lavoratori in Qatar, no fifa.