La competizione mondiale del calcio femminile è iniziata il 7 giugno. L’Italia è scesa in campo due giorni dopo battendo al 95’ la nazionale australiana.

Questa vittoria ha portato la nostra squadra di calcio femminile a conquistare, con determinazione e grinta, lo scenario del calcio mondiale.
Era da vent’anni che l’Italia non andava ai Mondiali: <<Dopo molto tempo il vento torna a spirare a favore delle ragazze che sognavano di giocare a pallone da grandi. Ecco, quelle lì hanno saputo alzare la vela e volgere la prua dove il vento è stato capace di trasformare un sogno in un punto di arrivo>>.

Sono tantissime le atlete che dal 1930 – anno della fondazione delGruppo Femminile Calcistico – sognano correndo dietro un pallone: calciatrici, allenatrici, tifose, donne, ragazze e bambine.

Una disciplina osteggiata in Italia, che ha faticato tanto per emergere fino a farsi spazio anche su grandi schermi. Non sono mancati in questi anni gli stereotipi maschili: <<Non ne posso più di queste quattro lesbiche che chiedono sempre soldi>>, oppure gli insulti contro l’arbitra di Mestre offesa dalla tribuna da uno dei calciatori in campo.

E ricordiamo anche le qualificazioni all’Euro 2013, giocate negli stadi di periferia, ignorate dalla stampa; così come due anni fa la partecipazione della Nazionale Italiana al campionato europeo nei Paesi Bassi è stata completamente ignorata.

Dagli anni trenta fino ad oggi il Calcio Femminile conta 24mila tesserate, e il numero è ancora in crescita. Un’ulteriore crescita è dovuta alla Federazione (FIGC) che ha permesso ai grandi club del calcio professionistico maschile di acquistare il titolo sportivo delle società del calcio femminile nazionale.
Questa scelta ha permesso la nascita del Sassuolo facendo scomparire la Reggiana, della Juventus che ha sostituito il Cuneo, del Milan che ha rimpiazzato il Brescia Calcio Femminile e la Roma che ha sostituito la Res Roma.Questo ha comportato anche il passaggio di competenze dalla LND alla FIGC.

In seguito a questi risvolti, il Calcio Femminile ha acquistato un’incredibile visibilità. Oggi le squadre femminili hanno la possibilità di allenarsi adeguatamente in strutture idonee con staff di alti livelli.

Oggi i Mondiali del Calcio Femminile non sono al centro dell’attenzione solo grazie ai progressi del movimento calcistico femminile, ma anche grazie ai movimenti femministi.
Il desiderio di riappropriarsi anche del calcio, un gioco che da sempre è considerato “maschile”, è molto forte: <<I numeri che nel nostro Pese riguardano il calcio femminile sono un fenomeno tutto italiano. All’estero la concezione di questa disciplina è completamente diversa>>.

È tanta la fiducia nelle giocatrici del Calcio Femminile che negli anni hanno lottato per avere uno spazio nel mondo del Calcio. La battaglia non è finita, c’è molta strada da fare ancora.
Una battaglia volta a superare le diversità, ottenendo la parità fra i sessi: <<Sono ancora molti gli stereotipi nel mondo dello sport, stereotipi spesso alimentati da una cultura diffusa che discrimina le persone considerate più deboli, diverse. Un mondo che fatica a concepire pari opportunità per tutti e per tutte. Così ancora oggi assistiamo a vere e proprie discriminazioni, nei confronti delle donne, delle persone con diverso orientamento sessuale, nei confronti degli stranieri e in particolare delle persone di colore>>.

Una vera uguaglianza fra il mondo maschile e il mondo femminile che, ancora oggi, manca. Non solo nel mondo del Calcio, ma anche in molti altri aspetti della vita.
La determinazione e il coraggio delle giocatrici, oltre a portare in alto il gioco femminile nel mondo del Calcio, è anche d’esempio.
In una realtà ancora dominata dalla figura maschile, le Donne della Nazionale Italiana ci insegnano a perseverare nella lotta per l’uguaglianza.

Sezione Sport Periodicodaily

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