Mondiali 2018: il glorioso ritorno del Perù

0
234

Dopo aver compiuto un percorso positivo nelle qualificazioni ai Mondiali di Russia, in cui ha bloccato l’Argentina sul 2-2 a Lima e sullo 0-0 a Buenos Aires, la Colombia sull’1-1 a Lima ed ha sconfitto l’Uruguay per 2-1 tra le mura amiche, concludendo il girone al quinto posto con 26 punti, il Perù ha staccato il pass per la rassegna iridata sconfiggendo la Nuova Zelanda nel playoff di qualificazione. Dopo lo 0-0 dell’andata in terra neozelandese, i peruviani si impongono per 2-0 all’Estadio Nacional di Lima nella gara di ritorno e approdano al torneo dopo 35 anni. Decisive le reti di Jefferson Farfan e Christian Ramos, che realizzano il sogno del loro popolo.

A Wellington la Nuova Zelanda era riuscita a resistere al Perù, costringendola allo 0-0. Un risultato tutto sommato positivo per la squadra guidata da Ricardo Gareca, soprattutto considerando che si tratta di un punto in trasferta in una gara d’andata disputata senza il suo principale punto di riferimento, il centravanti Paolo Guerrero, una vera e propria icona calcistica per il Perù. El Depredador è stato sospeso in via preventiva per trenta giorni in seguito a un controllo antidoping effettuato dopo la gara pareggiata per 0-0 in casa dell’Argentina lo scorso 5 ottobre. Gli ospiti vanno a più riprese vicini al vantaggio, ma vengono sempre stoppati dall’eroe di giornata, l’estremo difensore neozelandese Stefan Marinovic. Il classe ’91 si rende protagonista di numerosi interventi decisivi, opponendosi ai tentativi dei vari Corzo, Cueva, Flores e Farfan e tenendo in vita i suoi in vista del match di ritorno. Il neoacquisto dei canadesi del Vancouver Whitecaps, però, non è bastato agli All Whites per avere la meglio del Perù in trasferta.

A Lima, infatti, il pubblico di casa ha spinto i propri beniamini alla conquista della tanto agognata impresa e questi ultimi non si sono fatti pregare, offrendo una prestazione a dir poco efficiente. Sin dalle prime battute, la Blanquirroja preme sull’acceleratore e sblocca la contesa poco prima della mezz’ora, con Farfan che non lascia scampo a Marinovic con un gran tiro dal limite dell’area su suggerimento di Cueva. La Foquita, in forza dallo scorso febbraio al Lokomotiv Mosca, dedica il gol all’amico e compagno di squadra Paolo Guerrero. Nella ripresa Marinovic torna a dare speranze ai neozelandesi con una serie di parate che tengono in vita gli uomini di Anthony Hudson, ma non può fare nulla sul colpo di testa vincente di Christian Ramos, che poco dopo l’ora di gioco approfitta di un’incertezza della difesa avversaria per mettere in ghiacciaia la qualificazione sugli sviluppi di un corner. Nel finale si fa vedere anche la Nuova Zelanda, con un flebile sussulto di Wood che non basta per riaprire il match. Al fischio finale esplode tutta la gioia dell’Estadio Nacional di Lima: il Perù, che nel Mondiale del 1982 vinto dall’Italia in Spagna affrontò proprio gli azzurri nei gironi, bloccandoli sull’1-1 e concludendo il torneo all’ultimo posto del raggruppamento con 2 punti, torna a partecipare alla Coppa del Mondo dopo 35 anni. La Nuova Zelanda, dal canto suo, aveva preso parte all’edizione del 2010 e c’era anche nel 1982: si sarebbe trattato, dunque, del suo terzo Mondiale, ma il sogno è sfumato a Lima.

PERÙ (4-1-4-1): Gallese; Advincula, Ramos, Rodriguez, Trauco; Tapia; Polo (dal 74′ Carrillo), Cueva (dall’86’ Zela), Flores, Farfan; Ruidiaz (dal 66′ Yotun). All. Gareca

NUOVA ZELANDA (5-3-2): Marinovic; Wynne, Boxall, Reid, Durante (dal 77′ Brockie), Colvey; Tuiloma (dal 46′ Wood), McGlinchey, Lewis (dal 59′ Rojas); Thomas, Barbarouses. All. Hudson

Marcatori: 28′ Farfan, 65′ Ramos (P).

Arbitro: Clement Turpin (Francia).

Il Perù torna a disputare il Mondiale dopo aver preso parte a quattro edizioni nel corso della sua storia: nel 1930 debuttò nell’edizione inaugurale, venendo eliminato nel girone con i futuri campioni e padroni di casa dell’Uruguay (1-0) e la Romania (3-1), non riuscendo a superare la prima fase e ad approdare in semifinale. Dopo quarant’anni di insoddisfazioni a livello internazionale, la Blanquirroja si qualifica all’edizione di Messico ’70, piazzandosi al secondo posto nell’insidioso girone con Germania Ovest, Bulgaria e Marocco e arrendendosi soltanto ai quarti al cospetto del Brasile futuro campione. Nel 1978, in Argentina, il Perù supera ancora una volta il girone, anche in questo caso piuttosto competitivo (Olanda, Scozia ed Iran), per poi piazzarsi ultimo al secondo turno nel girone con Argentina, Brasile e Polonia. Nel 1982, infine, i sudamericani vengono estromessi al primo turno nel girone con Italia, Polonia e Camerun. In ogni Mondiale cui ha partecipato, dunque, il Perù si è trovato a fare i conti con la futura vincitrice del torneo, non riuscendo mai ad avere la meglio. Nel trentennio successivo a Spagna ’82 ha avuto parecchie difficoltà, ma negli ultimi anni è riuscito a rinascere dalle proprie ceneri, ottenendo ottimi risultati in patria tra Copa America (terzo posto nel 2011 e nel 2015 e quarti di finale nel 1999, nel 2001, nel 2004, nel 2007 e nel 2016) e qualificazioni ai Mondiali, in cui ha avuto la meglio sul Cile per il quinto posto valevole per i playoff. La Coppa del Mondo spesso e volentieri è scenario di sorprese destinate a rimanere nell’immaginario collettivo, chissà che il Perù non possa riuscire a fare una sorta di miracolo sulla falsariga di quello compiuto nell’ultimo Mondiale dalla Costa Rica o dal Ghana nel 2010 e dal Senegal nel 2002.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here