Mondiacult: no al commercio illegale di antichità

Sul tavolo dell'incontro dei Ministri della cultura anche il problema della restituzione dei manufatti trafugati

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Mondiacult Copricapo azteco del Weltmuseum
Penacho de Montezuma (immagine da Pinterest)

I Ministri della cultura e i rappresentanti di 150 paesi si sono impegnati a incrementare gli sforzi per restituire manufatti storici ai paesi di origine. La decisione è presa venerdì 30 settembre a seguito di Mondiacult, Conferenza UNESCO a Città del Messico. Grandi musei, case d’asta e collezionisti privati hanno affrontato una crescente pressione negli ultimi anni per rimpatriare inestimabili opere d’arte e altre antichità. Le nazioni latinoamericane e africane sostengono che i beni sono spesso trafugati in modo non etico o illegale.


Il copricapo azteco del Weltmuseum non va in Messico


Quali considerazioni sono emerse da Mondiacult a Città del Messico?

I rappresentanti dei Paesi intervenuti hanno chiesto un dialogo internazionale aperto e inclusivo sui manufatti acquisiti illegalmente. Inoltre, vogliono attuare misure concrete per combattere il commercio illecito di antichità. Considera pertanto la cultura un “bene pubblico globale” che dovrebbe essere incluso negli obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite. La restituzione di manufatti trafugato è spesso politicamente sensibile e solleva interrogativi sul trasporto e la cura dei reperti. La morte della regina Elisabetta II ha rinnovato gli appelli in India per il ritorno di uno dei più grandi diamanti non tagliati del mondo presente nei gioielli della corona britannica. Il Cile invece domanda da anni la restituzione di una statua Moai dal British Museum.

La questione del copricapo di Montezuma

Il governo messicano ha già chiesto il ritorno di uno stemma azteco di 500 anni noto come copricapo di Montezuma da un museo di Vienna. Tuttavia gli esperti hanno ritenuto le sue secolari piume di quetzal iridescenti, punteggiate da ciondoli dorati, troppo fragili per il trasporto. A Mondiacult, i Ministri hanno anche discusso dei modi per proteggere il patrimonio dalle guerre e dai cambiamenti climatici. Ernesto Ottone, un Alto Funzionario di UNESCO, ha espresso la speranza che i vecchi atteggiamenti stiano cambiando. Ha infatti parlato dei recenti accordi bilaterali che hanno portato alla restituzione dei manufatti.