Monaco ospita la mostra dedicata a Salvador Dalì

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In occasione del trentesimo anniversario della morte del celebre artista spagnolo Salvador Dalì, quest’anno il Principato di Monaco ha deciso di ospitare presso il moderno centro congressi Grimaldi Forum di Monte Carlo la sua tradizionale mostra estiva proprio al maestro del surrealismo. Nella continuità delle celebri mostre estive del Principato rivolte alle grandi monografie dei principali esponenti artistici del Novecento, dal 6 giugno all’8 settembre è possibile visitare l’esposizione Dalì, una storia della pittura in cui sarà possibile conoscere più da vicino l’artista che forse più di tutti ha fatto discutere critici e non per il suo scalpore stilistico e umano. Lo scopo che la mostra si è prefissata è quello di farci comprendere, attraverso le opere esposte, la complessità e l’unicità della figura del grande artista attraverso una serie di lavori che più lo rappresentano. Tra un centinaio di dipinti, disegni, fotografie da lui scattate o che lo raffigurano, e documenti, datati dal 1910 al 1983, provenienti per la maggior parte dalla Fundaciò Gala-Salvador Dalì della città di Figueres, e dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, dal The Dalì Museum a St. Petersburg in Florida e dal fondo Estate Brassaï Succession, è possibile immergersi dentro la personalità dell’eclettico artista cercando di capire e decriptare l’essenza dell’assurdismo che il pittore come nessun altro ha saputo cogliere e rappresentare.

Grimaldi Forum, Principato di Monaco

Attraverso l’esposizione si percorre la strada creativa intrapresa da Dalì seguendo le fasi creative, di crescita e di sviluppo artistico che hanno caratterizzato oltre che le opere del pittore anche Dalì stesso, dalla giovinezza alla vecchiaia. Grazie a questo percorso di maturazione e cambiamento artistico si può fare la conoscenza di come e quando Dalì ha modificato il proprio stile, delle cause di questo cambiamento e delle sue conseguenze in associazione con le influenze subite da altri artisti, dei cambi di prospettiva ideativa di Dalì stesso, e delle differenti procedure compositive adottate per la realizzazione delle opere. La costante creazione e innovazione è particolarmente evidente nei suoi lavori, proprio questa capacità di ricrearsi continuando a rinnovarsi sempre è lo stigma creativo dell’artista il quale, proprio per la capacità intrinseca di sperimentazione in costante evoluzione che ha visto il cimentarsi di Dalì in molti altri campi, quali scultura, teatro, cinema, fotografia, non si è mai lasciato sfuggire la curiosità tipica di un’animo fanciullesco che ha fatto della magia, dell’incantesimo e dello stupore il proprio stile di vita.

Salvador Dalì

In lui si manifesta una costante voglia di rivalutazione che si esprime in una continua creazione la quale unisce allo sperimentale il consolidato, da come si può denotare dalla produzione artistica che spazia dalle composizioni classicistiche e paesaggistiche alle avanguardie europee quali l’impressionismo, il cubismo, la pittura metafisica e l’astrattismo dalle quali prese spunto per uno stile programmatico ben strutturato che si discosta evidentemente dalle precedenti correnti per stile grafico e idee metartistiche.

La memoria della donna bambino, una delle opere esposte

Dal surrealismo del metodo paranoico critico alle rappresentazioni metafisico magiche di rappresentazione religiosa elaborate con l’innovativa speculazione del mistico nucleare, la conoscenza di Dalì può dirsi completa. Oltre alle tele fanno parte della collezione anche una serie di ritratti, in totale una quarantina di fotografie originali dell’artista che permettono di cogliere la preparazione precreativa. Saranno presenti anche una serie di documenti che trattano di critica artistica nei suoi confronti, ma soprattutto verranno esposti gli scritti di pugno di Dalì in cui l’artista parla della propria concezione dell’arte, della personale visione artistica e del compito che secondo lui ha l’arte nel mondo e come questa si dovrebbe strutturare affinché possa esprimere correttamente la società, la natura, l’uomo e l’inconscio universale e collettivo nonché delle tecniche compositive. In Dalì il mistero e la genialità si fondono nella creazione artistica facendo leva proprio laddove sono indirizzati i grandi valori ed esattamente verso cui si indirizzano gli eterni slanci dell’umanità, perciò alle evocazioni, alla catarsi fino alle riflessioni sulla morte e l’immortalità. Coniugando tradizione e innovazione con effetti stereoscopici e sublimi, l’arte di Dalì è per tutti in quanto dai bambini, che scoprono in Dalì il precursore di Disney, fino agli adulti, che attraverso di lui sperimentano e comprendono se stessi e la straordinaria variabilità del mondo attraverso l’inconscio di un mondo onirico fungente da tramite dalla materia all’idea, la particolarità delle opere del maestro denota una versatilità attrattiva senza eguali per tecnica e rappresentazioni.

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