Molinella (Bologna) – Investigatore “C’è chi aiuta Igor il Russo

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Ancora senza esito le ricerche a due mesi dal primo omicidio. Intanto continuano le azioni mirate dei carabinieri
Bologna, 2 giugno

 I carabinieri ci sono ancora, anche se in giro si vedono meno pattuglie con i mitra agli incroci e meno uomini dei reparti speciali nei campi. Anche l’altra sera, però, a Molinella gli elicotteri volteggiavano in cielo, segno che prosegue senza sosta la caccia a Igor ‘il russo’, al secolo Norbert Feher, serbo di 41 anni, l’assassino che proprio due mesi fa ha ucciso il barista di Budrio Davide Fabbri.


I carabinieri ci sono ancora, nella zona rossa fra Marmorta e Portomaggiore, ma agiscono in modo diverso, con azioni mirate che portano a controlli selettivi. Non si perlustra più ad ampio raggio, come i primi giorni, quando bisognava anche trasmettere sicurezza ai cittadini impauriti. Ormai sono passati due mesi e quel genere di servizio non serve più.


Nel frattempo, gli uomini sul campo si danno il cambio. Nei giorni scorsi un contingente di Cacciatori di Calabria è tornato a casa, sostituto dai colleghi Cacciatori di Sardegna. L’Arma ha più volte assicurato che l’imponente dispositivo non verrà smantellato, almeno fino a quando non ci sarà la prova che Igor sia altrove. Inutile negare, però, che serpeggia un misto di scoramento e delusione nei paesi teatro dalla grande caccia all’uomo che finora non ha prodotto il risultato sperato.


Ormai, per la verità, si punta più sulle indagini tradizionali che sulle ricerche notturne. Gli inquirenti cercano da tempo di scoprire i possibili complici di Feher. Quasi tutti, arrivati a questo punto, pensano che il serbo abbia qualche appoggio fra Molinella e Portomaggiore. «C’è qualcuno che l’aiuta – dice un investigatore –, non può vivere nei boschi per due mesi e sfuggire ai controlli. Ha un posto in cui nascondersi».


Gli inquirenti stanno lavorando su possibili telefonini usati dal killer e dalla sua rete, ma è un lavoro complicato che finora non ha dato sbocchi decisivi. Però le piste su cui lavorare ci sono. Il compito va svolto con pazienza. Il problema è che tutti, da Budrio ad Argenta, hanno fretta di vedere Igor in manette.

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