Molière il ”Commediante”: nasce il drammaturgo francese

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Molière

Molière il Commediante, capo della ‘retorica’. Il 15 gennaio 1622 nasce il commediografo e attore teatrale francese, un drammaturgo noto ad ognuno di noi. Il suo vero nome Jean-Baptiste Poquelin, dedica la sua vita al teatro, scoprendo nel breve tempo la più grande aspirazione, il dramma. Numerose le opere prodotte e scritte da Molière, che portarono il suo successo anche in Italia. In breve tempo tradotte e accolte positivamente dal pubblico. L’accademia di Francia nel 1774 dedica una statua al drammaturgo, con l’iscrizione Rien ne manque à sa gloire, il manquait à la nôtre: ”Nulla manca alla sua gloria, egli mancava alla nostra”.

Molière il Commediante nasce il 15 gennaio 1622 a Parigi e rappresenterà uno degli autori più importanti del teatro classico francese del XVII secolo. Il successo di Molière è tale che nasce la locuzione Langue de Molière (lingua di Molière) per indicare la lingua francese e per contaminazione, Pays de Molière (Paese di Molière) per indicare la Francia. Numerosi gli elogi a lui dedicati, ricordiamo gli autori Chamfort e Jean Sylvain Bailly dedicarono elogi biografici.


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Molière il Commediante: un attore mai arreso?

Una vita, quella di Molière, caratterizzata da lutti e condizioni a lui poco favorevoli. Una carriera altalenante che in diversi casi lo mette in difficoltà. Un’infanzia del futuro commediografo segnata da lutti e inquietudini, nonostante questo estremamente dedito allo studio. Grazie alla condizione sociale del padre gli permette di frequentare scuole molto più prestigiose di quelle destinate ai figli degli altri commercianti. Si laurea divenendo un avvocato, ma ciò non lo soddisfa, il suo obiettivo è il teatro. Nel 1641 Molière e Madeleine, sua compagna, fondano la loro prima compagnia teatrale.


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Le incertezze del pubblico

Il 30 giugno 1643, Molière firma il contratto che costituì una troupe teatrale di dieci membri, e si stabilisce a Rouen. Qui inscena spettacoli di ogni tipo, dalle tragedie alle farse. Il 1 gennaio del 1644 l’Illustre Théatre debuttò nella capitale. Il pubblico non rispose secondo le aspettative del drammaturgo, iniziano ad accumularsi debiti e si perviene persino all’arresto di Molière per insolvenza. Tornato in scena poco dopo, Il 24 ottobre 1658 recitano davanti al re Luigi XIV il quale si entusiasma per una sola opera. Le tragedie di quel periodo subiscono scarso successo.

Il successo di ‘Sganarello o il cornuto immaginario

Nel 1660 Molière riesce nel suo obiettivo, covato per lunghi anni, portando al successo l’opera ‘Sganarello o il cornuto immaginario, con ventiquattro scene. L’opera riscuote grande successo, nonostante venga rappresentata in un periodo estivo e in una circostanza particolare. Dato che la corte era fuori Parigi per il matrimonio di Luigi XIV e Maria Teresa di Spagna. In onore di una festa dedicata al re, in quindici giorni Molière riesce a scrivere e portare in scena la commedia Gli importuni. Tra il 1667 e 1668 scrive L’avaro. Viene rappresentato a Parigi al Palais-Royal il 9 settembre 1668 dalla compagnia di Molière.

Molière il Commediante: una morte in scena

Molière muore il 17 febbraio 1673 di tubercolosi. Accade nel mentre porta in scena, recitando, Il malato immaginario. Il decesso avvenne nella notte, tra le braccia di due suore che lo avevano accompagnato a casa. Una lontana leggenda ci racconta che, il drammaturgo morì dalle risate nel tentativo di recitare le sue battute.

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