Moldavia: voto in bilico tra passato e futuro

La Moldavia, chiamata oggi al voto, deve scegliere tra Russia o Europa

0
301
Moldavia

Oggi, la Moldavia va al voto parlamentare. L’ex repubblica dell’Urss, a 30 anni dalla caduta dell’Impero rosso, è ancora contesa tra coalizione filo-russo dell’ex Presidente Dodol e la corrente filo europeista guidata da Maia Sandu.

Tra quali partiti è contesa la Moldavia?

La Moldavia di oggi è contesa tra i due partiti principali, il Partito di Azione e Solidarietà (PAS) della Presidente Maia Sandu. Il suo partito ha un orientamento liberale di centro destra ma la tendenza più importante è quella pro europea. A contrapporsi alla Presidente c’è la coalizione capeggiata Igor Dodon che raggruppa il partito socialista (PSRM) e quello comunista di Vladimir Voronin. Entrambi gli ex presidenti della Moldavia sono scesi in campo, ad aprile 2021, per formare la nuova coalizione: BECS, Blocco Elettorale del Comunisti e dei Socialisti.  

Le posizioni contrapposte

La Coalizione Becs ha un approccio tradizionalista riguardo le tradizioni sociali ed identitarie. Sulle questioni estere sono sostanzialmente filo russi, questo comporta l’euroscetticismo e la contrapposizione ad entrare nella Nato. Inoltre, la coalizione rifiuta l’unificazione con la Romania. Però, l’unificazione non è neanche una bandiera del Pas. Ques’ultimo promuove, invece, una maggiore cooperazione tra i due paesi confinanti. Inoltre, il Partito di Azione e Solidarietà sostiene a gran voce un partenariato economico con gli Stati Uniti e l’Europa. Oltre che, un rapporto non conflittuale con la Russia compromesso dalla presenza di truppe russe nella regione autonoma del Transnistria. Al confine con l’Ucraina. 


La prima presidente donna moldava


Perché si vota adesso?

La precedente legislatura ha chiuso i battenti prima del tempo a causa della prolungata crisi del paese. La Presidente spera di rafforzare la maggioranza parlamentare a proprio favore. Al fine di tracciare un nuovo futuro alla Repubblica di Moldavia, crocevia tra Europa e Russia. Attualmente, la formazione Pas gode solo di 15 seggi su 101. Rafforzando la maggioranza parlamentare la Presidente Sandu vuole aprirsi alla possibilità di cominciare il cammino di riforme chiesto dall’Unione Europea. Ed ottenere, in tal modo, gli aiuti di 600 milioni di euro promessi.

La situazione economica moldava

Il paese versa in una situazione molto difficile a livello economico. Con poche risorse energetiche naturali, la Moldavia importa quasi tutte le sue forniture energetiche dalla Russia e dall’Ucraina. La dipendenza della Moldavia dall’energia russa è sottolineata da un debito di oltre 6 miliardi di dollari con il fornitore russo di gas naturale Gazprom. Dovuto, in gran parte, al consumo non rimborsato nella regione separatista della Transnistria.


La preoccupazione dei paesi europei per l’aumento della corruzione


Gli investimenti europei

Il 2 giugno 2021, la Commissione Europea aveva annunciato un grandioso piano di Recovery Fund per la Repubblica di Moldova. Il piano di ripresa economica mobiliterà fino a 600 milioni di euro in assistenza macrofinanziaria, sovvenzioni e investimenti. Questo nuovo finanziamento sarà esteso per i prossimi tre anni. Al fine di promuovere gli investimenti che sostengono una ripresa sostenibile e far sì che il paese esca dalla crisi economica dovuta alla pandemia. Il piano di Recovery si basa su cinque pilastri: gestione delle finanze pubbliche e governance economica; economia competitiva, commercio e PMI; infrastrutture; istruzione e occupabilità; stato di diritto e riforma della giustizia. L’approccio europeo per gli investimenti consiste in quello che è chiamato more for more. Vuol dire che, i progressi nelle riforme strutturali, soprattutto in giustizia e corruzione, saranno prerequisiti necessari per accedere all’assistenza finanziaria.

La corruzione in Moldavia

Oltre ad essere paese più povero d’Europa la Moldavia è anche attanagliata da anni di corruzione pervadente in tutti i livelli della società. Questa limita la crescita delle imprese e scoraggia gli investimenti esteri. Secondo il CIA Factbook del 2020 a lungo termine, l’economia della Moldavia rimane vulnerabile alla corruzione, all’incertezza politica, alla debole capacità amministrativa, agli interessi burocratici acquisiti, alla dipendenza dalle importazioni di energia, alla pressione politica ed economica russa, alla forte dipendenza dalle esportazioni agricole e al separatismo irrisolto nella regione della Transnistria della Moldavia.


Riuscirà l’Europa a sfuggire alla morsa energetica di Gazprom?


Le relazioni con la Russia

La relazione tra Moldavia e Russia è importante sotto due principali punti di vista. Il primo è quello strategico militare. La Russia considera la regione separatista della Transnistria riveste come fondamentale stato cuscinetto fra Est e Ovest. Il Cremlino la linea rossa immaginaria che passa da Tiraspol, capitale della Transnistria, deve rimanere inviolata per la sicurezza del proprio territorio. Il secondo punto è quello economico. La partita delle elezioni moldave si gioca su come il nuovo governo tratterà il debito che la Transnitria ha con la società russa Gazprom. Finora, l’atteggiamento della Russia verso lo stato separatista è stato di fratellanza, in qualità del ruolo che ricopre dal punto di vista strategico militare. Mentre, l’intenzione del governo di Maia Sandu è quella di non riconoscere più il debito della regione autonoma come un proprio debito sovrano.

L’orientamento verso ovest della Moldavia

L’atteggiamento politico di Sandu, nel suo periodo da Presidente, è stato quello di trovare l’appoggio occidentale, sia in Europa che a Washington. La diplomazia dei vaccini fa ben intendere verso quale direzione sta tendendo la Moldavia. Infatti, la Presidente, in un tweet del 9 luglio, ha apprezzato la donazione di 500000 vaccini compiuta dagli Stati Uniti. L’appoggio alla Repubblica di Moldavia è giunto anche dal vertice Nato di giugno. Durante il quale, l’organo transatlantico ha ribadito l’integrità territoriale della Repubblica moldava e il proprio sostegno per le riforme democratiche. La Nato è pronta a fornire assistenza attraverso le loro iniziative per la costruzione di sistemi di difesa e sicurezza. Dichiarazione che a Putin è andata sicuramente di traverso.