Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi

Un capolavoro unico

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Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi

Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi. Mi chiamo Herman Melville e sono nato a New York l’1 agosto del 1819 da madre olandese e padre americano. Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi ed è la cosa più vera di me, un tormento continuo senza tregua.

La mia famiglia

Sono il terzo di otto figli e devo interrompere gli studi per la morte di mio padre. Ognuno di noi deve dare il suo contributo per tirare avanti, ma è impossibile per uno che ha interrotto gli studi avere un lavoro stabile. Così il motto familiare divenne ognun per se. Sono riuscito a trovare un lavoro stabile in Inghilterra. A Liverpool ho trovato un posto come mozzo sulla nave Highlander.

Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi

Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi

Tanti altri viaggi e tante altre navi mi aspettavano. Mi sono imbarcato su baleniere, ho disertato, mi sono rifugiato in isole tropicali interrogandomi sempre sul senso dell’esistenza. Cominciai a scrivere opere non particolarmente amate dalla critica, mentre continuano a ronzare nella mia mente i racconti sulla baleniera Essex, sentite e risentite nei vari viaggi in mare.

La Essex: appunti di viaggio

Era il 1820 il giovane ed esperto baleniere Owen Chase si imbarca sulla baleniera Essex per fare da primo ufficiale all’inesperto e arrogante George Pollard. La spedizione però dopo un primo abbattimento si ritrova senza altre balene da cacciare. Il comandante nonostante il parere contrario della ciurma decide di avventurarsi in una parte di oceano ancora inesplorato, a ovest delle coste dell’Ecuador. Un vecchio baleniere spagnolo li informa che in quelle acque vive una balena bianca che aveva decimato parte del suo equipaggio.

La tragedia umana

Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi

Raggiunto il punto di caccia la Essex si imbatte effettivamente in un branco di capodogli ma nel bel mezzo della battuta di caccia compare la gigantesca balena. Dapprima distrugge una delle scialuppe e subito dopo affonda la stessa Essex. Fortunatamente la nave impiega alcune ore ad affondare dando modo a Chase, Pollard e buona parte dell’equipaggio di mettersi in salvo sulle lance rimanenti. Per gli uomini in balia dell’oceano senza cibo né acqua e perennemente inseguiti dalla balena bianca inizia una drammatica lotta per la sopravvivenza. Pur di riuscire a tornare a casa gli uomini si costringono a commettere le azioni più impensabili, fra cui il cannibalismo. Dopo 90 giorni di deriva i sopravvissuti sono tratti in salvo, curati e nutriti da un’altra nave che li ospiterà; dopo ulteriori tre mesi giungono nel villaggio di partenza.

Moby Dick naviga i miei sogni e i miei incubi ma anche le mie pagine

Continuo a pensare agli uomini di quella baleniera. Gli appunti che ho preso ardono di verità e io non riesco più a contenerli. Ho bisogno di prove, ho bisogno di conferme, ho bisogno di verità. Metto insieme tutti i quattrini a disposizione e mi reco a far visita all’anziano Thomas Nickerson in pensione sull’isola di Nantucket. La mia speranza è di riuscire a farmi raccontare del tragico naufragio della baleniera Essex, su cui il vecchio baleniere era in servizio come mozzo. Il vecchio marinaio in un primo momento si mostra riluttante ma alla fine, spronato anche dalla moglie, si decide a raccontare al suo ospite la vera storia del naufragio. Nasce Moby Dick! Buon Compleanno Mr. Melville.

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