Meno smog e viabilità a misura di pedone sono le sfide che il Piemonte deve affrontare nel breve periodo. I Piani urbani di mobilità sostenibile regionale, da applicare su tutto il territorio, prevedono entro il 2025 il divieto di circolazione dei veicoli diesel nelle aree urbane. Un provvedimento a cui le Città metropolitane, gli Enti a cui fanno capo più realtà amministrative e i Comuni con oltre 100mila abitanti devono adeguarsi entro il 5 ottobre 2019 per stare in linea con gli obiettivi comunitari. Alessandria è l’unica città ad aver adottato il Pums a seguito del decreto Delrio (2017), mentre Torino deve aggiornare il documento per adeguarlo ai criteri comunitari. A Pinerolo si sta lavorando in questi mesi alla stesura del piano.

Sharing mobility, vetture ibride ed elettriche e ammodernamento dei mezzi pubblici sono alcuni dei punti principali dei Piani urbani di mobilità sostenibile. Per mettere in atto il cambiamento la Regione Piemonte sta progettando il potenziamento dei percorsi ciclabili collegati ad aree per le biciclette, accanto alle fermate di autobus, filobus e stazioni o parcheggi. La limitazione di velocità nelle aree cittadine dovrebbe rendere i centri urbani più sicuri e adatti agli spostamenti a piedi. Anche l’istituzione di congestion charge zone (aree a traffico limitato) potrebbe essere utile a decongestionare il traffico nelle vie principali e  a raccogliere fondi da investire nei trasporti.
Nel capoluogo piemontese ci sono dei segnali positivi in merito alla mobilità sostenibile, ma i numeri sono ancora troppo esigui per programmare un cambiamento a breve termine. Per le strade di Torino transitano 2mila auto ibride, soprattutto taxi, mentre le vetture elettriche sono solamente lo 0,02% di quelle in circolazione. Nei mesi scorsi nella città metropolitana sono poi stati acquistati 20 nuovi autobus alimentati a corrente elettrica, ma anche una flotta di automezzi a gasolio e metano, combustibili inquinanti. Nel 2017 sono 7 su 8 i capoluoghi piemontesi che hanno registrato per l’O3 il superamento del limite di 25 giorni con una media mobile sulle 8 ore superiore a 120 g/m3.

Mobilità sostenibile è sinonimo anche di minori emissioni di Co2 e ozono nell’aria. Nel 2017 in sei capoluoghi piemontesi si sono registrate quantità superiori di polveri sottili (50 g/m3 in media per oltre 35 giorni all’anno). Anche il livello di ozono è stato superiore alla media nelle sette città sedi di provincia: per più di 25 giorni all’anno la media di questo gas è stata superiore a 120 g/m3 per più di 8 ore. Alcuni Comuni come Ivrea, Casale Monferrato, Trecate, Caselle torinese, Volpiano, Mappano non hanno ancora applicato il Piano regionale antismog, la cui ultima versione attende anche l’approvazione della Regione. Se da un lato ci sono situazioni di stasi nel recepire le normative in vigore, non mancano gli esempi virtuosi, come Torino che ha esteso le disposizioni antismog anche ai veicoli diesel Euro5.

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